territori occupati israele

Lo stop alla firma dopo la mediazione Usa che avrebbe ritardato il progetto israeliano di insediamento. Il Palazzo di Vetro, però, ha approvato una risoluzione che considera gli insediamenti israeliani un “ostacolo” alla pace

È un dietrofront già annunciato quello della comunità internazionale sul progetto di insediamento nei territori palestinesi occupati da parte di Israele. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha infatti reso noto non voterà la bozza della risoluzione, avanzata dagli Emirati Arabi Uniti, per intimare a Tel Aviv di “cessare immediatamente tutte le attività di insediamento nei territori palestinesi occupati“.

C’è stata, invece, una dichiarazione non vincolante, approvata all’unanimità a Palazzo di Vetro, secondo la quale gli insediamenti israeliani sono un “ostacolo” alla pace.

«Le continue attività di insediamento di Israele mettono a rischio la fattibilità della soluzione dei due Stati» scrive il Consiglio nella dichiarazione. Nel testo si esprime inoltre “la costernazione” per l’intenzione del governo israeliano di legalizzare in modo retroattivo avamposti in Cisgiordania finora considerati illegali.

Nella bozza si affermava anche la non validità legale delle operazioni di insediamento che “costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale“.

La firma sarebbe saltata dopo la mediazione statunitense, intervenuta direttamente fra le autorità palestinesi e israeliane. Nei giorni precedenti i ministri degli Esteri di Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e Stati Uniti avevano diffuso una dichiarazione congiunta per spingere Israele a fermare il piano di insediamento dei coloni nei territori occupati.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/ATEF SAFADI