Il gruppo che ha rivendicato l’attacco ha chiesto il rilascio di prigionieri politici arrestati durante l’ultima ondata di proteste
Un gruppo anonimo di hacker che si fa chiamare Black Reward ha attaccato l’Organizzazione per l’energia atomica iraniana, rubando 50 gigabyte di email interne, contratti e piani di costruzione relativi alla centrale nucleare iraniana di Bushehr, voluta e sostenuta dalla Russia.
Gli hacker che hanno rivendicato l’attacco hanno chiesto a Teheran il rilascio dei prigionieri politici arrestati durante l’ultima ondata di proteste, scatenata dalla morte di Mahsa Amini.
Il braccio nucleare iraniano ha confermato la violazione subita: è stato compromesso il sistema di posta elettronica usato da una società che gestisce l’unica centrale nucleare del paese nella città portuale meridionale di Bushehr.
L’agenzia ha accusato “un Paese straniero” senza però puntare realmente il dito contro nessuno, benché in passato non siano mancate accuse verso Usa e Israele.
di: Micaela FERRARO
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