Il team di esperti per la conservazione dei monumenti e delle infrastrutture

La sfida, in ambito di costruzioni, non è più la progettazione di nuove strutture ma la manutenzione di quelle esistenti. Con questa consapevolezza nel 2008 nasce Istemi, realtà che con passione e dedizione dà ai clienti un servizio specializzato nel controllo e nel monitoraggio di infrastrutture, edilizia residenziale ma, soprattutto, beni monumentali. A raccontarci nel dettaglio di cosa si tratta è Eduardo Caliano, ingegnere e fondatore di Istemi.

Qual è stato il percorso di Istemi fino a oggi?
«Nel 2008 abbiamo investito nell’acquisto di strumentazione e di software innovativi iniziando a lavorare, attraverso le prime commesse, sulla diagnosi di edifici contemporanei e storici. Dopo aver certificato il nostro sistema di Gestione della qualità ai sensi della norma UNI EN ISO 9001:2008 sono arrivati i primi lavori da bandi pubblici. Tra il 2015 e il 2016 abbiamo contribuito al progetto di recupero del sito archeologico di Pompei realizzando interventi per la salvaguardia dell’immenso patrimonio rappresentato dagli scavi. Il crollo del Ponte Morandi, nel 2018, è stato motivo di ulteriore crescita: quella tragedia ci ha insegnato a monitorare le infrastrutture, ci ha indicato un percorso di attenzione che metta a fuoco i processi di invecchiamento delle strutture esistenti».

Come si svolge il monitoraggio delle infrastrutture?
«Come nella scienza medica, in cui indagini e diagnosi precedono la cura, così anche sulle costruzioni, prima di formulare un giudizio circa le condizioni statiche o di dissesto, occorre effettuare delle indagini diagnostiche. Istemi si occupa proprio di questo aspetto privilegiando da sempre tecniche di indagine innovative che evitino il più possibile il ricorso a prove distruttive sulla struttura, quindi apparecchiature quali radar, ultrasuoni, tomografi che ci consentono di andare oltre le semplici ispezioni visive di una opera. Come usiamo dire, “andiamo oltre il visibile”».

Chi sono i vostri clienti?
«Poter preservare il patrimonio storico costruito è una bella scommessa di sostenibilità che impegna anche sotto il profilo etico. Lavoriamo sia per il pubblico che per il privato, quindi occupandoci di semplici edifici così come di grossi complessi che sono patrimonio culturale. Al momento ci stiamo dedicando al monitoraggio dell’Anfiteatro Flavio a Pozzuoli (Napoli) e della Fortezza di Lucera (Foggia). Siamo inoltre impegnati con ANAS in diversi accordi per l’ispezione e il controllo del patrimonio infrastrutturale delle reti trasportistiche».

La casa madre di Istemi si trova a Mercato San Severino (Salerno), ma la società vanta un’altra struttura a Frosinone e l’obiettivo di aprire altre sedi sul territorio nazionale. All’estero, invece, nel corso degli anni sono state svolte attività in Germania e a Malta ma uno dei progetti più importanti ha riguardato la Guinea francese con l’intervento sulla sede del principale centro di lancio di missili spaziali per conto dell’ESA.

Quali sono i punti di forza di Istemi?
«I nostri punti di forza sono i tre valori aziendali scelti con un sondaggio tra colleghi: innovazione, sostenibilità e passione. Ogni anno il 4 agosto, ovvero il giorno della fondazione dell’azienda, festeggiamo con l’ideazione di una maglietta celebrativa che quest’anno ricordava proprio questi valori. Il percorso che ci ha portato fino a oggi, infatti, è passato attraverso una costante innovazione, una sostenibilità intesa come idea di poter aiutare il Paese a crescere attraverso la manutenzione del patrimonio che detiene, una passione determinata da convinzione, amore e forza di volontà in quello che facciamo. Inoltre, diamo molta attenzione agli aspetti di comunicazione interna ed esterna: le nostre sedi sono caratterizzate da un alto welfare aziendale e ci impegniamo per rendere questa materia più pop e più facile da comprendere».

Tra i progetti futuri dell’azienda c’è la continua sperimentazione di materiali innovativi e moltissima ricerca. Non a caso Istemi è stata una delle prime aziende in Italia ad avere ottenuto la licenza di Laboratorio Autorizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la certificazione di prove e controlli sui materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti.