JEANS A VITA BASSA

Simbolo degli anni Duemila, i jeans a vita bassa sono tornati alla ribalta, tra critiche entusiasmi e TikTok. Ne ha parlato anche il Guardian

Amati, odiati, sicuramente simbolo di un’epoca, gli anni Duemila, vicina ma già iconica, i jeans a vita bassa potrebbero ritornare. Se ne è occupato addirittura il Guardian, secondo il quale il ritorno dei jeans a vita bassa segnerebbe la fine del French tuck, ossia indossare parte della camicia all’interno dei pantaloni a vita alta, parte all’esterno.

La testata britannica ha scritto, ironicamente, che i jeans a vita bassa erano per la vita notturna degli anni Duemila come “i perizomi per i gladiatori nell’antica Roma”. Certamente possiamo definirli come l’emblema della moda Y2K (acronimo di Year 2 Kilo), lo stile degli anni 2000 reso celebre da star Come Paris Hilton, Lindsay Lohan, Britney Spears, oggi riscoperto dalla Gen Z che, anche grazie a TikTok, ha contribuito a far diventare virali alcuni capi di abbigliamento come la minigonna in velluto e il total look denim.

Anni complicati i 200, anche dal punto di vista fashion. Nel libro Everybody (Else) Is Perfect: How I Survived Hypocrisy, Beauty, Clicks and Likes, l’autrice ed ex redattrice di moda Gabrielle Korn ha spiegato come ha vissuto la “tirannia” dei jeans a vita bassa durante l’adolescenza, collegandolo agli standard di bellezza occidentali.

Nel volume Korn fa coincidere l’avvento dei pantaloni a vita alta con l’emergere delle donne e delle comunità emarginate. «Con Obama alla Casa Bianca per un secondo mandato e pari diritti per donne e minoranze, i pantaloni a vita alta si sono sistemati su tutto come una calda coperta» ha scritto l’autrice.

Anche il Guardian sottolinea il legame tra i pantaloni a vita bassa, o meglio, la loro percezione, con un’epoca in cui era ancora lontano il body positivity, affermando che l’ascesa dei pantaloni a vita alta “ha salutato il distacco da una cultura in cui i corpi delle donne erano un facile gioco”.

di: Francesca LASI

FOTO: SHUTTERSTOCK