Il ministro della Difesa ucraino: “Putin non attaccherà la Nato”. Intanto Ursula von der Leyen è in visita a Kiev

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che “la Russia è nuovamente minacciata dai carri armati tedeschi“, in questo caso i Leopard.

Putin ha partecipato oggi alla cerimonia di commemorazione della vittoria sovietica di Stalingrado a Volgograd.

Von der Leyen è a Kiev

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è arrivata a Kiev. Lo ha comunicato tramite un tweet. “È bello essere tornata a Kiev, la mia quarta volta dall’invasione della Russia. Questa volta, con la mia squadra di Commissari. Siamo qui insieme per dimostrare che l’Ue sostiene l’Ucraina più fermamente che mai. E per approfondire ulteriormente il nostro supporto e la nostra cooperazione”, ha scritto postando una foto che la ritrae nel momento del suo arrivo in treno nella capitale ucraina.

Oggi 2 febbraio si è svolta una riunione insieme a 15 componenti del collegio e il Governo ucraino a Kiev. Durante la riunione, Von der Leyen ha dichiarato che l’Unione europea intende imporre nuove sanzioni alla Russia entro il 24 febbraio, anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina, e che, a causa del tetto sul prezzo del petrolio, la Russia perde 160 milioni di euro al giorno.

Ancora, ha annunciato “lo sviluppo di un centro internazionale per il perseguimento del crimine di aggressione in Ucraina (International Centre for the Prosecution of the crime of Aggression, Icpa)” che avrà sede “all’Aja con l’obiettivo di coordinare le indagini sul crimine di aggressione contro l’Ucraina, preservare e conservare prove per processi in futuro“. “Questo centro di coordinamento dovrebbe essere collegato al Team di indagini comune sostenuto da Eurojust“, come si legge nella bozza di conclusioni del vertice Ue-Ucraina che si terrà domani.

Presente anche l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell, che ha dichiarato che l’assistenza fornita dall’Ue all’Ucraina, dall’inizio dell’invasione russa, ha finora raggiunto il valore di 50 miliardi di euro. In vista del vertice tra l’Unione europea e l’Ucraina, infatti, il Consiglio sta per adottare il settimo pacchetto di aiuti militari per Kiev del valore di 500 milioni di euro nell’ambito del Fondo europeo per la pace, oltre che un ulteriore pacchetto da 45 milioni di euro a sostegno degli sforzi di formazione della Missione di assistenza militare dell’Unione europea. Il settimo pacchetto porterà il contributo totale dell’Ue nell’ambito del Fondo per la pace a 3,6 miliardi di euro. 

Al fronte

La guerra in Ucraina è giunta al 344esimo giorno.

Nella notte le truppe russe hanno bombardato Kramatorsk, nel Donetsk. È stato colpito un edificio residenziale: ci sono due morti e 7 feriti.

Secondo il consiglio comunale della cittadina, un razzo ha colpito anche il cimitero.

Dura la reazione di Zelensky: «un residenziale, un attacco missilistico, civili uccisi e intrappolati sotto le macerie. Questa non è una ripetizione della storia, è la realtà quotidiana del nostro Paese. Un Paese che confina con il male assoluto. E un Paese che deve superarlo per ridurre a zero la probabilità che simili tragedie si ripetano. Al momento si parla di due morti e otto feriti a Kramatorsk. Tutti i servizi necessari stanno lavorando sul posto, trasferendo temporaneamente le persone, fornendo i primi soccorsi e rimuovendo le macerie. Sincere condoglianze alle famiglie e agli amici delle vittime. Troveremo e puniremo sicuramente tutti i colpevoli. Non meritano pietà».

Tajani chiede tavolo di pace

Ospite di Casa Italia su Rai, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato: «mi auguro che arrivi un tavolo di pace entro il 2023. Non va sottovalutato il rischio di una escalation e il peggioramento della situazione militare, ma dobbiamo fare di tutto perché non si chiuda la porta del dialogo e dobbiamo sostenere tutti coloro che svolgono un ruolo per far sedere al tavolo Putin e Zelensky. Creare una zona franca attorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia può essere un primo passo».

Copenaghen e i tank dismessi della Germania

I media danesi riferiscono che il governo vorrebbe acquistare i carri armati Leopard 1A5 dismessi dalla Germania, ripararli e trasferirli in Ucraina. A riportarlo è la testata Olfi che cita il direttore delle vendite della società tedesca Flensburger Farhzeugbau Gesellschaft (Ffg) Thorsten Peter, secondo il quale Copenaghen ha deciso di riacquistare alcuni dei carri armati Leopard 1 che le forze armate hanno venduto alla società nel 2010.

«Non abbiamo ancora iniziato con le riparazioni ma abbiamo effettuato un’ispezione. Siamo giunti alla conclusione che possiamo avere 20 tank riparati e pronti per la spedizione entro tre mesi e altri 20 in 6 mesi», avrebbe dichiarato il direttore. L’operazione, in ogni caso, deve essere approvata prima dal governo tedesco e un accordo definitivo deve ancora essere concluso.

Lavrov parla dei rapporti con la Cina

Per la loro qualità le relazioni tra Russia e Cina “sono al di sopra delle alleanze militari, non hanno limiti” e “non esistono argomenti proibiti” ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Lavrov in un’intervista.

Ministro Difesa ucraino: “Putin non attaccherà mai la Nato”

Rassicurazioni sul fronte internazionale arrivano dal ministro della Difesa ucraino che in un’intervista ha dichiarato: «Vladimir Putin non attaccherà mai la Nato. Putin sa bene che se entra in conflitto con i Paesi dell’Alleanza perde al 100%. Il presidente russo presenta la sua guerra in Ucraina come una guerra contro l’Occidente e spiega che non si può vincere perché contro di loro c’è la Nato ma in realtà affronta l’esercito ucraino».

Ufficiale russo ammette torture su ucraini

Un ex ufficiale militare russo in fuga da 6 settimane ha confermato e ammesso le torture inflitte dall’esercito di Mosca sui prigionieri ucraini.

Si chiama Konstantin Yefremov e in un’intervista alla Bbc ha dichiarato: «gli interrogatori, le torture, sono continuati per circa una settimana ogni giorno, di notte, a volte due volte al giorno».

Yefremov è scappato grazie all’aiuto dell’organizzazione per i diritti umani Gulagu.net lo ha aiutato a fuggire.

Era comandante di una squadra di sminamento della capitale cecena di Grozny, ha mostrato a Spiegel una serie di documenti per comprovare il suo racconto.

L’ufficiale accusa il colonnello Shopaga che, nella primavera del 2022, era vice comandante del distretto militare meridionale della Russia: avrebbe fatto saltare i denti ad un giovane soldato ucraino e di avergli rotto il naso a calci, ma anche di averlo sistematicamente umiliato. Il colonnello ha persino minacciato l’ucraino di stupro e lo ha minacciato puntandogli una pistola alla testa pur di estorcergli una confessione.

Non solo: Yefremov racconta anche di violenze sui civili, e di saccheggi e furti effettuati dalle truppe russe. Ora vuole chiede asilo politico negli Stati Uniti e ha detto di essere pronto a testimoniare davanti alle autorità internazionali sui crimini commessi dai soldati russi. Secondo il fondatore di Gulagu.net, Vladimir Ossechkin “Yefremov è il primo ufficiale russo a testimoniare e, si spera, non l’ultimo”.

Incendio in Crimea: 7 morti a Sebastopoli

Nella notte è scoppiato un vasto incendio nelle capanne degli operai vicino a Sebastopoli.

Ci sarebbero, secondo fonti russe, almeno 7 morti.

Le fiamme sono divampate su un’area di 200 metri quadri di superficie, dove vivono i lavoratori che stanno costruendo l’autostrada Tavrida: un tratto strategico, perché l’infrastruttura porta fino al ponte di Crimea, che collega la penisola occupata da Mosca al Kuban.

Johnson: “Occidente faccia tutto il possibile per l’Ucraina”

Al think tank del Consiglio Atlantico di Washington DC è intervenuto anche l’ex primo ministro del Regno Unito, Boris Johnson, discutendo della necessità di “unità occidentale e sostegno all’Ucraina e di cosa si può fare di più contro la minaccia rappresentata dalla Russia“.

Secondo BoJo “Putin ha demolito qualsiasi obiezione all’adesione dell’Ucraina” alla Nato e “l’aggressione russa è seguita alla nostra incapacità di far entrare l’Ucraina“. Johnson ha sottolineato che “non ci sono motivi concepibili per ritardi” da parte dei Paesi occidentali per gli aiuti militari, e che gli alleati occidentali dovrebbero “dare agli ucraini il sostegno di cui hanno bisogno per finire questa guerra. Diamo loro quegli strumenti adesso

Johnson ha poi lodato il lavoro dell’amministrazione di Joe Biden in materia di Ucraina, e ha sostenuto ai microfoni di Fox che “non è il momento di ritardare gli aiuti all’Ucraina, è il momento di raddoppiarli“. L’ex primo ministro britannico ha sostenuto che “tutto quello che dirò è che ogni volta che abbiamo detto che sarebbe stato un errore inviare questa o quell’arma, finiamo per farlo e finisce per essere la cosa giusta per l’Ucraina” e ha ricordato che “mi dissero che era un’idea sbagliata dare loro i missili anticarro a spalla. In realtà, erano indispensabili nei combattimenti per respingere i carri armati russi” e di aver “discusso sui sistemi di razzi a lancio multiplo, l’Mlrs“, poi rivelatisi “inestimabili” per gli ucraini. Ha concluso poi sostenendo che “tutto quello che sto dicendo è risparmiare tempo, risparmiare denaro, salvare vite. Dai agli ucraini ciò di cui hanno bisogno il più velocemente possibile“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/EPA/MIKHAEL KLIMENTYEV / KREMLIN / POOL