Khamenei

L’ayatollah punta il dito contro Washington, il “falso e usurpatore regime sionista” e “i loro seguaci”. Insorgono gli atenei

Rompe il silenzio sul caos nel suo Paese il leader iraniano Ali Khamenei. La prima reazione dell’Ayatollah, Guida Suprema dell’Iran, è un’accusa agli eterni rivali. I disordini di piazza che hanno portato alla morte di decine di persone sarebbero stati “ideati e pianificati dagli Stati Uniti, dal falso e usurpatore regime sionista e dai loro seguaci“.

«Durante i disordini in corso, la polizia e le forze Basij e la nazione sono state oppresse – ha detto Khamenei, citato dalla tv di Stato. – Ci siamo anche dispiaciuti per la morte di Amini, ma la reazione e i disordini nelle strade non erano normali. I nemici hanno abusato della questione per creare insicurezza nel Paese con l’aiuto di alcuni iraniani traditori all’estero. Il presidente degli Stati Uniti e le altre autorità americane e i loro Stati mercenari nella regione, tra cui l’Arabia Saudita, e i loro media affiliati hanno sostenuto i rivoltosi, e in una mossa senza precedenti gli americani hanno detto che forniranno strutture soft e hardware per l’accesso a Internet degli iraniani. Quindi, ogni persona saggia sa che dietro gli incidenti ci sono mani straniere».

Il leader ha inoltre sottolineato che alcune persone che hanno preso parte ai disordini sono membri del gruppo separatista Mojahedin-e-Khalq Organization (Mko), oltre a separatisti, monarchici e membri della famiglia dei servizi segreti dello scià spodestato. «Tra il piccolo numero di rivoltosi, ci sono anche giovani. Dovrebbero essere puniti in modo che si rendano consapevoli dei fatti – ha aggiunto, auspicando un processo da parte della magistratura. – Coloro che hanno sostenuto i manifestanti all’inizio dovrebbero compensare le loro azioni e annunciare esplicitamente la loro opposizione alle trame dei nemici stranieri».

Nel frattempo cresce la preoccupazione per la ragazza italiana arrestata ieri a Teheran.

Università insorte

Le proteste per la morte di Mahsa Amini, intanto, proseguono senza sosta e si diffondono con vigore anche tra gli studenti delle varie università iraniane, in particolare negli atenei di Shiraz e Birjand oltre che in alcune università di Teheran. Alcuni studenti dell’Università Sharif sarebbe stati arrestati.

Il portale iraniano con sede a Londra Iran International ha pubblicato alcuni video di dimostrazioni.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/SUPREME LEADER OFFICE