In seguito alle crescenti tensioni nella regione, l’Alleanza rimpingua la Kfor e invita al dialogo

Il rimpinguamento del Kfor, il contingente Nato in Kosovo, consisterà in 600 militari britannici. I soldati andranno a rafforzare la presenza di Londra, già di stanza nell’ex provincia serba con 400 uomini e donne impegnati nelle esercitazioni.

I 600 militari sono stati individuati fra le forze di riserva del Regno Unito. A questo, “seguiranno ulteriori rinforzi da altri Paesi dell’Alleanza” spiega il portavoce della Nato Dylan White. Attualmente nella Kfor sono impegnati 4.500 soldati provenienti da 27 Paesi.

Nel Paese infatti non si placano le tensioni: da un lato la Serbia, che non riconosce l’indipendenza della sua ex provincia, dall’altra la maggioranza albanese che abita nel Kosovo. La Nato ha rinnovato l’invito a instaurare un dialogo fra le due parti, “l’unico modo per raggiungere una pace duratura”.

Il portavoce del Consiglio per la sicurezza americana John Kirby ha dichiarato che “da quando gli Usa hanno lanciato l’allarme di un dispiegamento senza precedenti di forze serbe al confine“, c’è stata una “de-escalation da parte di Belgrado”.

Lo scorso 24 settembre un poliziotto kosovaro è stato ucciso nel corso di un’imboscata di indipendentisti.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/GEORGI LICOVSKI