I documenti dell’agenzia federale parlano di un uomo che avrebbe voluto vendicarsi della morte della figlia durante la visita della sovrana in California
La regina Elisabetta II, scomparsa lo scorso settembre, sarebbe stata oggetto un tentato attentato nel 1983, fortunatamente sventato dall’Fbi.
Il dettaglio emerge dalla declassificazione di alcuni documenti del Federal Bureau of Investigation relativi ai viaggi della sovrana negli Stati Uniti.
Il 4 febbraio del 1983 un agente di polizia di San Francisco era venuto a sapere da un uomo conosciuto in un pub irlandese che questi tramava un modo per vendicarsi della morte della figlia, “uccisa in Irlanda del Nord da un proiettile di gomma“. L’agente si era immediatamente rivolto agli agenti federali.
Di lì a un mese, infatti, era in programma una visita di Elisabetta insieme al marito, il principe Filippo, in California. Stando a quanto riportano i documenti, l’uomo “voleva nuocere alla regina Elisabetta e lo avrebbe fatto facendo cadere un qualche oggetto dal ponte Golden Gate sullo yacht reale Britannia, al suo passaggio nelle acque sottostanti, o avrebbe tentato di uccidere la regina nella sua visita al parco nazionale Yosemite“.
L’Fbi decise quindi di “chiudere le passerelle sul ponte nel momento del passaggio dello yacht” mentre restano ancora ignote le misure prese a Yosemite.
Quel che si sa è che quella visita andò come previsto e che Elisabetta ha raggiunto l’età di 96 anni e un regno lungo 70 anni.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/ANDY RAIN