Il Ministero della Difesa britannico sta testando con successo DragonFire, un sistema d’arma laser in grado di colpire una moneta da una sterlina da un chilometro di distanza
Non esiste persona né generazione che non abbia sognato una spada laser di Star Wars. Ora un trucco scenico che sembrava fantascienza potrebbe diventare realtà. L’esercito britannico ha infatti portato a termine con successo il primo lancio con un sistema d’arma laser. Si chiama DragonFire il sistema destinato a rivoluzionare per sempre il nostro concetto di guerra e non solo.
A testare DragonFire è stato il Defence Science and Technology Laboratory in collaborazione con il consorzio DragonFire – MBDA, Leonardo e QinetiQ. Sul piatto 100 milioni di sterline, finanziate dal Ministero della Difesa britannico congiuntamente con l’industria e le aziende coinvolte. Il laser è risultato efficace nel centramento di un obiettivo aereo nel poligono del Ministero della Difesa britannico alle Ebridi, arcipelago sulla costa occidentale della Scozia.
DragonFire funziona con il Laser Directed Energy Weapon (LDEW), dunque un laser a energia diretta ad alta potenza. La prima presentazione al pubblico di DragonFire risale al 2017, durante una conferenza del Defence and Security Equipment International (DSEI). Nel 2018 partono i primi test, poi interrotti dalla pandemia.
Oggi, dopo ripetute sperimentazioni sia della precisione del laser nel targettizzare l’obiettivo sia nella sua potenza nel colpirlo, il DragonFire sembra praticamente pronto a rivoluzionare l’esercito britannico. Il Ministero non ha diffuso dettagli sulla sua portata, “riservata”, ma ha fatto sapere che il laser è in grado di agganciare qualsiasi bersaglio visibile e che “la precisione richiesta equivale a colpire una moneta da una sterlina a un chilometro di distanza“.
La tecnologia di DragonFire è in grado di emettere un raggio laser ad alta densità di potenza con una portata effettiva maggiore. Anche se permane il massimo riserbo sulla struttura e sul funzionamento tecnico del sistema, sappiamo che il laser è rinforzato anche grazie all’impiego di decine di fibre di vetro. Il laser sarebbe della classe da 50 kW e sarebbe in grado di agganciarsi agli obiettivi alla velocità della luce.
Armi al laser: come cambierà la guerra?
Lo scopo dichiarato di DragonFire è quello di coadiuvare la difesa, riuscendo a individuare, colpire e neutralizzare minacce aeree quali missili o droni. Proprio l’uso massiccio di droni in campo militare, una novità evidente ad esempio nel conflitto in atto in Ucraina, sembra aver accelerato lo sviluppo di un’arma laser estremamente precisa e capace di distruggere obiettivi mobili di dimensioni ridotte. Gli ingegneri starebbero sviluppando anche un sistema di accumulo dell’energia del volano (FESS): questi ultimi sfruttano l’energia elettrica immagazzinata sotto forma di energia cinetica. Si tratta del medesimo dispositivo impiegato, ad esempio, nel fotovoltaico per stoccare energia.
L’arma al laser dunque non promette solo massima efficienza, ma anche una vera e propria rivoluzione nell’industria balistica quale l’impiego di energia elettrica al posto di munizioni. Si tratta di un’innovazione significativa che ridurrà la dipendenza dalle costosissime munizioni, come assicura la stessa Difesa di Londra. Tanto che sarebbero interessati a integrare l’armamentario con questo sistema sia la Marina, la Royal Navy, sia l’Esercito britannici.
Per fare un esempio, “sparare” il raggio laser per 10 minuti richiede la stessa energia consumata da una stufa di classe media per un’ora. DragonFire avrebbe quindi tutte le carte in regola per costituire un’alternativa di lungo termine ma soprattutto a basso costo. Si stima che uno “sparo” di raggio laser possa costare meno di 10 sterline. La Difesa britannica è convinta che la sostituzione delle armi tradizionali con quelle al laser porterà anche a minimizzare i rischi di danni collaterali.
Non si tratta comunque di una novità assoluta. La marina statunitense già da tempo ha installato sistemi laser anche se non ne starebbe ancora facendo un uso massiccio. Su scala globale il mercato dei laser militari ad alta energia è in crescita, con Leonardo che si è posto fin da subito come leader nel settore. L’azienda infatti gestisce il 60% circa del settore (fra i progetti in fase di sviluppo anche l’applicazione dei sistemi laser agli F-35).
di: Marianna MANCINI
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