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Diffusi alcuni scambi fra il boss e una paziente della clinica in cui era in cura

Proseguono le indagini sulla latitanza di Matteo Messina Denaro, con gli inquirenti che stanno ripercorrendo i rapporti intessuti dal boss mafioso negli ultimi mesi antecedenti la sua cattura. Fra le intercettazioni diffuse sulla stampa c’è anche uno scambio di messaggi con una donna, conosciuta alla clinica La Maddalena presso la quale il latitante era in cura, in cui Messina Denaro si esprime sulla guerra in Ucraina.

«Perché invece di fornire armi, gli stati occidentali non dicono a questo presidente di dimettersi? Sistemare le cose e fornire aiuti umanitari» scriveva il boss in una chat diffusa a Non è l’Arena di Massimo Giletti. Il presidente ucraino Zelensky è, secondo il boss, “uno zero, che sta facendo morire un sacco di civili perché è un megalomane“.

Viceversa, supporto per il leader russo: «non è Putin che vuole mettere i missili in America, è il contrario – scrive ancora Messina Denaro alla donna: – sono gli americani che vogliono mettere i missili da Putin. Ovviamente se Putin non fosse una potenza nucleare, l’America lo avrebbe già bombardato, come hanno fatto in Libia».

Nello scambio di messaggi con la donna non mancano riferimenti più personali. «Io mangio pure pane e cipolla e anche se non mi credi sono un uomo umile – scrive in un’altra occasione Messina Denaro. – Divento arrogante e superbo solo con chi ostenta superiorità. Anche se ti sembro un po’ pazzoide, sono un conoscitore di persone. Se parlo con qualcuno so in genere cosa pensa».

Quanto alla sua malattia: «ancora io non riesco a capacitarmi, il mio corpo mi ha tradito, non lo sopporto. Io avevo una vita bellissima e non avevo previsto ciò, non ci avevo mai pensato e non lo accetto, ma sono un guerriero e non lo dico per farmi coraggio o per retorica, ma perché non la do vinta a nessuno, neanche all’intruso. Anche se la creatura è dura a morire».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/US CARABINIERI