Lo strumento non è ancora stato ultimato ma presto potrà restituirci “la più grande mappa 3D del cielo mai vista”

È “solo l’inizio dell’avventura“, ma i presupposti sono già “ipnotizzanti“. Il telescopio spaziale europeo Euclid deve ancora ultimare lo sviluppo di una visione tridimensionale del cosmo, ma dalle prime fotografie scattate allo spazio e inviate alla Terra sembra molto più che promettente.

I due strumenti VIS (VISible Instrument) e NISP (Near Infrared Spectrometer Photometer) sono stati già avviati, con l’importante collaborazione dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

«Accendere uno strumento spaziale è un’esperienza unica: quando tutto era pronto, abbiamo inviato al satellite il comando di power-on e letteralmente abbiamo smesso di respirare fino a che, qualche secondo dopo, non abbiamo visto i primi dati di telemetria scorrere sullo schermo, riportando lo stato dello strumento in funzione. L’emozione è stata tanta e tra applausi e abbracci, ci siamo rimessi subito tutti al lavoro, consapevoli che questo è solo l’inizio dell’avventura» racconta Anna Di Giorgio dell’Inaf.

Confermano le massime aspettative anche la direttrice della Scienza per l’Esa Calor Mundell e Giuseppe Racca, PM di Euclid per l’Esa: «è ancora più incredibile se pensiamo di vedere solo poche galassie qui, prodotte con una messa a punto minima del sistema. Euclid, una volta calibrato completamente, osserverà miliardi di galassie per creare la più grande mappa 3D del cielo mai vista prima».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/TWITTER/ESA