L’atto è dovuto anche per poter effettuare accertamenti tecnici
Sembra confermata, perlomeno in fase di indagini, la pista del dolo nell’incendio divampato nel sito di smaltimento di rifiuti di Malagrotta fuori Roma.
La Procura di Roma ha infatti aperto un fascicolo d’indagine per incendio doloso. La decisione è stata presa alla luce della prima informativa dei vigili del fuoco, da cui emergerebbero elementi compatibili con la pista dolosa. Sono comunque in corso accertamenti tecnici, oltre al vaglio delle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Sotto sequestro l’intero impianto TMB1.
Si tratta, ad ogni modo, di un atto dovuto: la matrice dolosa consentirà infatti agli inquirenti di procedere con accertamenti altrimenti impossibili.
Nel frattempo giovedì 28 dicembre si è tenuto un sit in presso lo stabilimento di Malagrotta. L’appuntamento è stato organizzato nella mattina dal comitato Valle Galeria Liberà, “per dire basta a impianti nella Valle Galeria, basta ad altri disastri ambientali e per pretendere l’avvio della riqualificazione del territorio“.
In mattinata ha visitato l’impianto anche il presidente della Commissione Eco-mafie Jacopo Morrone. «Sicuramente quattro incendi in due anni sono un dato anomalo, non spetta a me giudicare, c’è una Procura che ha già aperto un fascicolo, non saremo noi a sostituirci alla Procura con cui vorremo collaborare e dare il nostro supporto, per avere una risposta chiara» sono le parole di Morrone al termine del sopralluogo.
L’8 gennaio partiranno le audizioni con i comitati cittadini: «devo comunque essere sincero – aggiunge Morrone – c’è molta confusione quindi la Procura dovrà fare le indagini e capire come si sono propagate le fiamme».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/VIGILI DEL FUOCO