Trump fa causa all’Fbi: con la mozione, lunga 27 pagine, l’ex presidente chiede al dipartimento di Giustizia dettagli e restituzioni

A distanza di 15 giorni dalla perquisizione che l’Fbi ha svolto a casa di Donald Trump, a Mar-a-Lago in Florida, l’ex presidente ha fatto causa ai federali, chiedendo alla Corte di interrompere la revisione dei documenti sequestrati fino alla nomina di uno special master, ovvero un funzionario super partes, che possa assicurare l’imparzialità.

Non solo: con la mozione presentata, lunga 27 pagine, Trump ha chiesto anche al dipartimento di Giustizia di fornire maggiori dettagli sul materiale sequestrato e di restituire tutto ciò che non rientrava nel mandato.

Trump ha definito la perquisizione “un’irruzione non necessaria, arbitraria e antiamericana”, che ha violato il suo diritto di non subire perquisizioni e confische irragionevoli protetto dal quarto emendamento della Costituzione. Secondo il New York Times, il tycoon avrebbe conservato almeno 300 documenti classificati, alcuni dei quali sono stati consegnati a inizio anno alla National Archives and Records Administration, gli archivi nazionali, altri sono stati dati dai suoi legali al Dipartimento di Giustizia nei mesi scorsi e gli ultimi sono stati confiscati dall’Fbi durante il blitz. Ma secondo Trump si tratta di documenti “in precedenza desecretati”.

«Le forze dell’ordine sono uno scudo che protegge l’America. Non possono essere utilizzate come arma per fini politici – hanno detto i legali di Trump suggerendo che il blitz volesse screditare l’ex presidente in vista della sua possibile candidatura – per tale motivo chiediamo assistenza giudiziaria in seguito a un’irruzione senza precedenti e inutile».

DOCUMENTI RISERVATI

Secondo una fonte del Washington Post, l’Fbi ha sequestrato a Donald Trump documenti contenenti un’informazione che è “tra i segreti più riservati che abbiamo”. Si tratta di documenti riservati “in modo straordinario perché potrebbero rivelare segreti ben custoditi sul modo in cui l’intelligence Usa raccoglie le informazioni”.

di: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/JUSTIN LANE