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Spunta il nome di Enrico Mattei tra gli oltre 13mila documenti desegretati sull’omicidio del presidente Kennedy

Secondo la Cia Enrico Mattei era un fascista. L’imprenditore italiano avrebbe acquistato per cinque milioni di lire il titolo di partigiano dai democristiani. È quanto emerge dal rapporto dell’11 agosto 1955 stilato da Lester Simpson, il capo della Cia a Roma.

Il rapporto è stato desegretati insieme a più di 13mila documenti inerenti all’omicidio del presidente degli Stati Uniti Kennedy.

L’Italia viene menzionata almeno 6 volte, nei documenti si legge di un’Italia in cui il Partito Comunista del Territorio libero di Trieste cercasse di screditare l’immagine dell’ambasciatrice americana Clare Boothe Luce pubblicando sua foto imbarazzanti su l’Unità. Oltre a queste “curiosità” però viene gettata appunto nuova luce sulla figura di Enrico Mattei. «La grande maggioranza delle compagnie petrolifere italiane, che fino al IV World Petroleum Congress si opponevano all’Eni, ora presentano un fronte unito con Enrico Mattei, nella sua opposizione allo sfruttamento dei depositi italiani da parte degli interessi americani» si legge nel report, «questa nuova situazione è il risultato di informazioni confidenziali e consigli forniti ai gruppi petroliferi italiani e a Mattei stesso da Remigio Danilo Grillo. Grillo, vicedirettore generale per gli Affari politici al ministero degli Esteri italiano, è un ex “squadrista” e cagnolino di Galeazzo Ciano, grazie alla cui influenza ha fatto carriera».

«L’attitudine dei circoli del settore petrolifero italiano, informati di queste presunte manovre degli Usa, è ostile. Loro sanno che gli americani hanno sostenuto finanziariamente la destra nelle recenti elezioni siciliane, e temono che attraverso l’ampio uso del dollaro riescano a demolire tutte le resistenze italiane. La diffidenza è arrivata al punto che pochi giorni fa, quando l’agente di una compagnia petrolifera americana ha chiesto un appuntamento a Mattei, lui ha detto che era fuori città, partendo immediatamente per la Costiera amalfitana» continua Simpson, che spiega così le possibili origini dell’ostilità dell’imprenditore: «Mattei stesso era un fascista fino al 1945. Aveva iniziato a lavorare nella Resistenza dopo l’8 settembre, facendo però attenzione allo stesso tempo di conservare i rapporti con i tedeschi. Come parte di questo processo, sua moglie era diventata l’amante di un capitano austriaco che era un ufficiale molto importante nella SD tedesca. Quando era diventato chiaro che la vittoria degli Alleati era certa, Mattei aveva pagato cinque milioni di lire ad un leader partigiano della DC, per ottenere il titolo di capo partigiano della DC e il grado di generale della Resistenza nel CLN. La sua nomina era stata approvata dal generale Cadorna e dal colonnello Argenton, ora braccio destro di Mattei».

La Cia torna su Mattei nel 1961: «l’Ente nazionale italiano degli idrocarburi, guidato da Enrico Mattei, è diventato uno Stato nello Stato», viene scritto e «il monopolio che esercita nel settore petrolifero probabilmente continuerà a provocare frizioni fra Italia e Stati Uniti». Mattei morirà misteriosamente poco più di un anno dopo, il 27 ottobre 1962.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/GIANLUIGI BASILIETTI