Biden avrebbe chiesto a Netanyahu tre giorni di tregua
La Striscia di Gaza continua a bruciare.
Il portavoce del Dipartimento di Stato Usa Vedant Patel ha commentato le parole del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sull’eventuale “controllo a tempo indefinito” della Striscia di Gaza, esprimendo la contrarietà degli Stati Uniti alla rioccupazione israeliana della Striscia. «Il nostro punto di vista è che i palestinesi devono essere in prima linea in queste decisioni – ha dichiarato Patel – Gaza è terra palestinese e rimarrà terra palestinese. In generale, noi non sosteniamo la rioccupazione di Gaza. Allo stesso tempo siamo d’accordo con Israele che non si tornerà allo status quo del 6 ottobre e che Gaza non potrà e non dovrà essere più una base da cui lanciare attacchi contro il popolo di Israele o chiunque altro».
Patel ha, poi, sottolineato che Washington non sostiene “nessuna forzata riallocazione dei palestinesi fuori da Gaza”.
Gli attacchi
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha comunicato che un suo convoglio di aiuti è stato colpito da spari a Gaza City. Lo ha riferito Al-Jazeera. Un autista è rimasto lievemente ferito e due camion sono stati danneggiati. Il convoglio è comunque riuscito a consegnare forniture mediche all’ospedale Al Shifa. Lo riporta l’emittente Al-Jazeera. Il convoglio, ha spiegato il Cicr, era composto da cinque camion e due veicoli e stava trasportando “forniture mediche salvavita a strutture sanitarie, tra cui l’ospedale Al Quds della Società della Mezzaluna Rossa Palestinese, quando è stato colpito dal fuoco”. Il Circ non ha precisato da dove siano arrivati gli spari.
Il portavoce dell’esercito israeliano ha riferito che a Gaza sono state scoperte quattromila armi nascosti nelle infrastrutture civili, di aver colpito più di 14mila obiettivi e distrutto oltre 100 ingressi di tunnel. Tra le armi, ha riferito, ci sarebbero anche razzi.
La crisi umanitaria e le vittime
Il Ministero della Salute palestinese controllato da Hamas ha riferito che sono 10.305 i palestinesi uccisi. 4.237 sono bambini, 2.719 donne e 631 anziani. I feriti sono sono più di 25mila, mentre 2.350 persone, tra cui 1.300 bambini, risultano ancora disperse.
Durante un briefing con la stampa il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Usa John Kirby ha dichiarato che “molte, molte migliaia di palestinesi sono morti”.
Reporters Sans Frontieres ha riferito che 41 giornalisti sono rimasti uccisi dal 7 ottobre. Rsf ha sottolineato che si tratta di “più di un giornalista al giorno” e ha chiesto protezione per la stampa. L’organizzazione ha, poi, specificato che sono “36 i giornalisti uccisi dagli attacchi israeliani a Gaza” e che “una delle ultime vittime è Mohammad Abou Hassira, rimasto ucciso, insieme a molti dei suoi familiari, in uno degli attacchi lanciati a Gaza City nella notte tra il 5 e il 6 novembre”. Sono più di 50 gli uffici della stampa parzialmente o completamente distrutti dai raid israeliani.
Medici senza frontiere ha riferito che uno dei suoi operatori umanitari a Gaza Mohammed Al Ahel è rimasto ucciso insieme ad alcuni familiari il 6 novembre. Msf ha riferito che Al Ahel, che lavorava da oltre du anni come tecnico di laboratorio per l’organizzazione umanitaria, si trovava nella sua abitazione nel campo profughi di Al Shati quando la zona è stata bombardata.
L’Oms ha riferito che quasi la metà degli ospedali della Striscia di Gaza non è più operativa: su 35 strutture 15 non sono più “in grado di funzionare”.
«Sono fuori servizio a causa di attacchi diretti o per la mancanza di carburante che, negli ultimi giorni, ha costretto diversi ospedali a sospendere l’attività» ha dichiarato il direttore dell’Oms per il Mediterraneo orientale Ahmed Al-Mandhari, citato dalla BBC.
Nella serata del 7 novembre è scattato l’allarme razzi a Tel Aviv e nel centro di Israele. Secondo l’esercito israeliano si è trattato dell’attacco più massiccio che ha colpito il centro di Israele, arrivando fino alla cittadina di Raanana.
Netanyahu: no al cessate il fuoco senza il rilascio degli ostaggi
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha tenuto un discorso al quartier generale militare di Kirya, a Tel Aviv. «Non ci sarà un cessate il fuoco senza il ritorno a casa dei nostri rapiti» ha dichiarato il primo ministro, citato da The Times of Israel, affermando che l’operazione di terra fa parte dello “sforzo” per liberare gli ostaggi. Netanyahu ha aggiunto di aver chiesto alla Croce Rossa di lavorare per assicurarne il rilascio.
«Voglio dirvi che quello che vediamo sul terreno, dai rapporti che ricevo e che il Gabinetto di Guerra riceve, e dai colloqui con i comandanti e i soldati, è un successo straordinario – ha dichiarato Netanyahu – C’erano degli americani qui, sono venuti a spiegarci cosa è successo a Falluja e cosa c’era qui e cosa c’era là e sono stupiti dai nostri risultati».
Media: Biden ha chiesto a Netanyahu tre giorni di pausa
Secondo quanto riferito da Axios, che cita alcune fonti nel colloquio telefonico del 6 novembre il presidente degli Stati Uniti Joe Biden avrebbe chiesto al Netanyahu tre giorni di pausa nei combattimenti per facilitare il rilascio di alcuni ostaggi da parte di Hamas. In base alla proposta che sarebbe al centro delle discussioni tra Stati Uniti, Israele e Qatar, Hamas potrebbe rilasciare tra i 10 e 15 ostaggi, verificarne l’identità e consegnare l’elenco con i nomi.
Esercito Israele: “combattiamo nel cuore di Gaza City”
«Per la prima volta da decenni stiamo combattendo nel cuore di Gaza City – ha dichiarato il comandante del fronte sud di Israele Yaron Filkelman – Nel cuore del terrore. Questa è una guerra complessa e difficile e sfortunatamente ha i suoi costi».
Bangkok: prossimi ostaggi liberati saranno 24 thailandesi
Il ministro degli Esteri thailandese ha riferito di aver ricevuto la promessa che i prossimi ostaggi ad essere liberati da Hamas saranno i 24 thailandesi poiché “non hanno nulla a che fare con la guerra”. Lo hanno riferito i media.
Media: caccia israeliani su Beirut
Nel frattempo caccia israeliani avrebbero sorvolato Beirut. Lo ha riferito Haaretz, che ha riportato la notizia diffusa da agenzie libanesi.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/ATEF SAFADI