MESTRE

Tra i testimoni ascoltati anche un poliziotto, accorso per primo sul luogo dell’incidente

Proseguono le indagini sull‘incidente di Mestre, dove un pullman è precipitato da un cavalcavia causando la morte di 21 persone. Spuntano nuovi dettagli: la maggior parte della documentazione sul pessimo stato del cavalcavia di Mestre, era già in Procura a Venezia da oltre un anno.

Il Gazzettino scrive che il materiale era stato acquisito dagli uffici giudiziari in base ad articoli di stampa che comunicavano il grave stato del manufatto, e le dichiarazioni dell’assessore ai lavori pubblici, Renato Boraso, che chiedeva un intervento molto urgente sulla struttura stradale. Al momento non si sa se la Procura, analizzati gli incartamenti, avesse assunto altre iniziative.

«Non sono a conoscenza se dal 2021 vi sia un fascicolo in Procura, ma confermo che le preoccupazioni sullo stato di salute di quel cavalcavia hanno portato gli uffici della Viabilità a lavorare intensamente, finché oggi è palese un cantiere aperto per la messa in sicurezza, dal 4 settembre – ha detto l’assessore veneziano alla Mobilità Renato Boraso – La messa in sicurezza e la posa di un guardra il nuovo è un lavoro complesso: devo avere una banchina a norma, quella esistente va allargata e rinforzata, ed è quello che già si stava facendo, nella prima parte del cavalcavia.

Nel frattempo sono ancora 9 i pazienti in terapia intensiva: 8 adulti e un minore. Quattro invece i pazienti si trovano nei reparti di chirurgia e uno in pediatria. Un 33enne tedesco è stato dimesso questa mattina dall’ospedale. In miglioramento anche una paziente 33enne ucraina ricoverata in terapia intensiva a Treviso.

Nel frattempo, nel corso della mattinata di oggi, 7 ottobre, c’è stata una manifestazione di un gruppo di cittadini di Marghera (Venezia) per ricordare le vittime. Molti hanno sfilato per arrivare al luogo dell’incidetne, per lasciare un fiore o fare una preghiera.

«Stiamo parlando della più grande tragedia accaduta nel nostro territorio. Potevamo esserci noi a bordo di quell’autobus. Siamo sconvolti – ha detto Alvise Ferialdi, presidente del Comitato Buongiorno Marghera, che ha promosso la manifestazione – C’era una ristrutturazione in corso ma purtroppo non era ancora arrivata fino a quel punto», ha continuato.

«È un momento di tristezza per la nostra comunità, ciascuno di noi è pervaso dal senso di impotenza davanti a ciò che è accaduto. Oggi, insieme a tanti cittadini che hanno voluto essere presenti, vogliamo rivolgere il nostro pensiero a chi non c’è più e alle persone rimaste ferite», ha commentato il presidente della Municipalità di Marghera, Teodoro Marolo.

Le prime salme inizieranno a essere rimpatriate domani, 8 ottobre.

Sul guardrail 27 punti di contatto con il pullman

I punti di contatto contrassegnati sull’asfalto del cavalcavia di Mestre sono 27. La prima ricognizione sul manufatto è stata compiuta dalla polizia locale di Venezia, e dovrà poi essere oggetto di perizia, su mandato della Procura della Repubblica.

Il guardrail è divelto in corrispondenza del “varco di servizio”, lungo circa tre metri. Le strisciate del pullman terminano con l’inizio del buco della barriera. Stando a quanto riferito dall’ANSA, la pavimentazione del passaggio esterno è sfondata subito dopo il varco e in un punto successivo. I tecnici dovranno, quindi, stabilire se sia stato sfondata dal peso dell’autobus, o se lo era già, e se abbia causato lo sbilanciamento del bus.

Il rapporto dei tecnici del 2017

In un dossier del 2017 redatto dai tecnici era già stata segnalata la necessità di sostituire i guardrail su entrambi i sensi di marcia del Nuovo cavalcavia superiore di Marghera. I tecnici, nominati dal Comune di Venezia, facevano riferimento a una raccomandazione dell’Ue approvata nel 2012 relativa a criteri unici per tutti gli Stati membri. Tra questi “l’innalzamento e l’ispessimento dei parapetti sulle strade ad alta circolazione”. Il buco di due metri nella barriera era rimasto nonostante la scaletta non ci fosse più da oltre 20 anni.

Nel rapporto gli esperti, stando a quanto riferito dal Corriere della Sera, avevano osservato anche casi di “ammaloramento delle fasce metalliche dovuto agli effetti degli agenti aggressivi esterni” e sottolineavano la necessità di interventi di manutenzione straordinaria.

La testata spiega che il piano di fattibilità tecnico dei lavori risale al settembre del 2018, mentre l’approvazione del Progetto definitivo è del giugno 2020. Il piano prevede il “risanamento cordoli e sbalzi laterali, rifacimento pavimentazione, sostituzione barriere a parapetti“. Il progetto, però, si blocca perché il costo previsto supera i 6 milioni di euro. Tutto rimandato prima al 2021, poi al 2022. Infine, il 4 settembre 2023 viene aperto primo cantiere.

«Il cavalcavia è un’infrastruttura degli Anni Sessanta passata al Comune una quindicina di anni fa – ha dichiarato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro in un’intervista al quotidiano – Noi abbiamo fatto le manutenzioni che la legge ci consentiva di fare. Se mi chiede perché non abbiamo pensato di cambiare il guardrail le rispondo che non potevamo farlo. Serviva un progetto unitario, che è stato approvato l’anno scorso e per cui abbiamo stanziato oltre sei milioni di euro anche di fondi Pnrr e i cui cantieri sono già in corso. L’iter è stato avviato nel 2016 con i primi rilievi. Per sostituire la barriera di protezione bisogna intervenire anche sulla piattaforma stradale e sui pilastri, insomma su tutta la struttura».

di: Francesca LASI

Aggiornamento di: : Alice GEMMA

FOTO: ANSA/ ANDREA BUOSO