cospito

Secondo i giudici di Milano Cospito è lucido e lo sciopero della fame è fatto al fine di provocare gli effetti di un cambiamento a livello giudiziario, politico e legislativo

È stata rigettata la richiesta di differimento della pena ai domiciliari per Alfredo Cospito.

La Cassazione ha chiarito che “se sottoposto a regime carcerario ordinario”, Cospito “potrebbe continuare a essere punto di riferimento e fonte di indicazione delle linee programmatiche criminose e degli obiettivi da colpire” del movimento anarchico. “II ricorrente non ha in alcun modo manifestato segni di dissociazione”.

Il tribunale di Sorveglianza di Milano ha stabilito che l’anarchico rimarrà nel reparto penitenziario dell’ospedale San Paolo di Milano. Cospito è stato ricoverato in seguito all’aggravarsi della sua condizione medica dato lo sciopero della fame che sta portando avanti dall’ottobre del 2022.

«L’attuale condizione di salute gravemente compromessa è conseguenza dell’esercizio del suo diritto all’autodeterminazione attraverso il rifiuto, con scelta programmata, volontaria e autonoma, della nutrizione, affiancato alla dichiarazione delle sue motivazioni» scrivono i giudici di Milano, tra queste la “contrarietà al regime speciale del 41 bis”. L’anarchico “è lucido e collaborante ed è consapevole dei rischi connessi alla prosecuzione del regime dietetico” e dall’accertamento psichiatrico “non emergono alterazioni della percezione né acuzie psichiatriche in atto“.

Da nessun elemento in atti, neppure da alcuna deduzione difensiva si trae che la scelta di Cospito di intraprendere e, attualmente, proseguire nello sciopero della fame, possa essere ricondotta a tratti disfunzionali di personalità” viene sottolineato dal Tribunale. L’anarchico “appare determinato nel rifiuto delle terapie proposte, esprimendo così il suo spazio di autodeterminazione, al fine di provocare gli effetti di cambiamento a livello giudiziario, politico e legislativo dallo stesso auspicati“.

La motivazione, dunque, “dello sciopero della fame, rinnovata e gestita in maniera altalenante, con assunzione al bisogno ovvero occasionale degli integratori e comunque di acqua, sale e zucchero, è frutto di un ragionamento preordinato e consapevole” e secondo i giudici stato “proprio il rifiuto dell’alimentazione che ha determinato l’attuale condizione clinica, allo stato ancore reversibile e che sta determinando inesorabilmente il suo peggioramento” che precisano come “l’attuale ricovero in un reparto ospedaliero (seppur in regime carcerario) è stato disposto proprio per garantire ad Alfredo Cospito il massimo grado di tutela del suo diritto alla salute“.

Anche dal tribunale di Sorveglianza di Sassari arriva un diniego alla richiesta di scarcerazione dell’anarchico.

Da Flavio Rossi Albertini, difensore di Alfredo Cospito, arriva la notizia che la nuova via legale che sarà seguita è quella internazionale: «l’esito era scontato, non confidavamo in alcun modo in questa iniziativa, rappresentava un passaggio obbligato per adire, anche sotto questo profilo, le giurisdizioni internazionali. Il caso Cospito è paradigmatico sotto molti profili dello stato di civiltà giuridica del nostro paese, chissà cosa ne direbbe Voltaire se fosse ancora vivo».

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/MOURAD BALTI TOUATI