tribunale arezzo

Il 60enne, unico condannato per la rapina, ha omesso di dichiarare un bottino da 4,5 milioni che in effetti è rimasto in mano ai suoi complici, mai identificati

Un uomo di 60 anni è stato condannato per evasione fiscale perché ha mancato di denunciare al fisco i proventi di una rapina. È successo ad Arezzo dove protagonista della vicenda è il 60enne Antonio Di Stazio.

Tutto comincia nel luglio 2016 quando Di Stazio, ex guardia giurata, partecipa a una rapina a un portavalori con un bottino da 4,5 milioni di euro. L’aretino si trovava alla guida del camioncino portavalori assalito ma le immagini delle telecamere di sorveglianza dimostrano come in realtà fosse complice della banda, i cui membri però non sono mai stati rintracciati e si sono dati alla macchia subito dopo il furto.

Così l’uomo è l’unico a pagare per la rapina e sconta quattro anni di carcere. Una volta fuori però Di Stazio è costretto a ripresentarsi davanti a un giudice. Secondo la legge italiana infatti nella denuncia dei redditi è obbligatorio dichiarare anche i proventi illeciti. Di Stazio afferma di non aver mai ricevuto un euro dal bottino, essendosi i suoi complici dati alla fuga con tutta la refurtiva.

Una giustificazione che non ha convinto i giudici, che hanno nuovamente condannato Di Stazio a un anno e 10 mesi per frode fiscale intimandogli di pagare 1,9 milioni di euro di tasse, nonostante l’uomo risulti nullatenente. La pena è poi stata commutata

in lavori socialmente utili.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ALESSANDRO FALSETTI / ANSA