Sale il bilancio dei morti: quasi 1.600. Gli sfollati sono 423mila. Tajani e i vertici Ue in Israele. Vaticano: “pronti a mediare”
È l’inferno a Gaza e in Israele.
Pioggia di razzi su Ashkelon. Tramite un comunicato il gruppo Hamas ha notificato l’attacco e le prime immagini mostrano come decine di missili sono stati intercettati sopra la città dai sistemi di difesa israeliani. Missili sono stati lanciati anche sull’aeroporto di Tel Aviv.
Si sospetta un’infiltrazione armata dal Libano e Israele contrattacca. Lo fa sapere il portavoce militare specificando che l’azione è in risposta “ad un’esplosione alla barriera di sicurezza adiacente la comunità di Hanita”, al confine con il Libano. Inoltre è stato attivato “un allarme riguardante l’infiltrazione di terroristi nella comunità. I soldati dell’Idf stanno attualmente perlustrando l’area”.
Aumenta il bilancio dei morti: 1.537 compresi 500 bambini.
Ordinata l’evacuazione a Gaza
Israele ha ordinato l’evacuazione entro 24 ore per la sicurezza della popolazione civile ma la leadership di Hamas ha esortato i palestinesi a rimanere in città e a non “cascare nel tranello” dichiarando che si tratta di “propaganda”. I cittadini, tuttavia, hanno iniziato a lasciare Gaza. Per questo, secondo il portavoce militare di Israele Danie Hagari “Hamas sta erigendo posti di blocco e barriere per impedire agli abitanti di lasciare Gaza City”.
Nella nota, l’esercito israeliano chiedeva “l’evacuazione di tutti i civili di Gaza City dalle loro case a sud per la loro sicurezza e protezione e lo spostamento nell’area a sud di Wadi Gaza. Sarà permesso di tornare a Gaza City solo quando verrà fatto un altro annuncio che lo consentirà”. Il portavoce Daniel Hagari ha aggiunto: «stiamo combattendo un gruppo terroristico, non la popolazione di Gaza. Vogliamo che i civili non subiscano danni ma non possiamo convivere con il dominio di Hamas-Isis vicino al nostro confine». L’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi, ha annunciato di aver spostato il centro delle proprie operazioni nella parte di Gaza sud dopo l’annuncio dell’esercito.
Nella notte sono stati colpiti 750 obiettivi “militari” di Hamas, secondo quanto rende noto un portavoce di Tsahal. Colpiti “12 grattacieli, tunnel sotterranei, complessi e postazioni militari, case di alti funzionari che fungevano da quartier generale, depositi di armi, sale di comunicazione e agenti nelle organizzazioni terroristiche che sono stati eliminati”.
La minaccia di Hamas al mondo occidentale
Il ministero degli Esteri israeliano ha reso noto che un impiegato dell’ambasciata israeliana in Cina è stato accoltellato a Pechino e ora si trova in ospedale.
Per il momento non si sa il motivo dell’attacco ma potrebbe essere legato alla rivolta degli arabi che Hamas ha chiamato per oggi ovunque nel mondo e in Cisgiordania, dove gli scontri hanno causato 9 morti.
In tutto il mondo è scattata l’allerta massima, con i protocolli dell’11 settembre.
In Belgio è stata chiusa la stazione ferroviaria di Anversa per un sospetto pacco bomba e a Roma il livello di guardia è lo stesso del 2001: misure per treni e voli, blindati San Pietro e il Colosseo. Il Viminale ha aumentato l’allerta dopo l’invito di Khaled Meshaal, ex capo di Hamas, a scendere in piazza dopo la preghiera del venerdì.
Tajani, Austin e vertici Ue in Israele. Le posizioni internazionali
Oggi in Israele il ministro degli Esteri italiano Tajani e i leader Ue, oltre al segretario alla Difesa americano Lloyd Austin. Austin incontrerà il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Yoav Gallant, oltre ad alti funzionari del governo. Austin ha dichiarato che “Hamas non parla a nome del popolo palestinese” e ha paragonato nuovamente Hamas all’Isis aggiungendo che gli Stati Uniti “garantiranno che Israele abbia ciò di cui ha bisogno per difendersi“. Austin ha sottolineato che non è il momento “della neutralità” o “delle scuse per l’imperdonabile” perché “non c’è mai alcuna giustificazione per il terrorismo, e questo è particolarmente vero dopo la furia di Hamas”.
Tajani è per la prima tappa nel sud del Pase, a ridosso di Gaza, luogo dell’attacco di Hamas, dove ha incontrato il ministro degli Esteri Eli Cohen. Durante la visita, Tajani ha dichiarato: «la priorità per l’Italia è il salvataggio degli ostaggi. Non sono soldati e per questo è importante avere corridoi. Faremo del nostro meglio per il salvataggio di questa gente innocente». E ha aggiunto: «Hamas è come l’Isis, come le Ss, come la Gestapo, fanno le stesse cose, sono terroristi, degli assassini e stanno utilizzando come scudo il popolo palestinese, cosa che non è giusta, bisogna evitare che ci siano altri morti innocenti». Nella sede dell’ambasciata italiana incontrerà alcuni familiari degli italo-israeliani al momento scomparsi.
La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e la presidente del Pe, Roberta Metsola, sono atterrate in Israele. “Siamo qui per esprimere la nostra solidarietà al popolo israeliano in seguito al terribile attacco terroristico di Hamas” e ancora: “Il terrore non prevarrà. Il modo in cui rispondiamo è importante. Possiamo e dobbiamo fermare Hamas. E fare il possibile per mitigare le conseguenze umanitarie”, hanno scritto le due donne su X.
Sul fronte libanese, il leader di Hezbollah ha discusso con il ministro degli Esteri iraniano sulle “posizioni da adottare” di fronte alla guerra.
La Turchia ha intanto inviato aiuti umanitari a Gaza. Aerei militari di Ankara con materiale per l’assistenza hanno raggiunto l’Egitto e da lì secondo CNN Turk gli aiuti saranno consegnati.
Il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha criticato duramente chi sostiene Israele: «i Paesi che sostengono il regime sionista dovrebbero sapere che sono complici dei crimini del regime. Dopo 75 anni di repressione e crimini, oggi la nuova generazione dei palestinesi sta affrontando i sionisti».
Il capo della diplomazia cinese Wang Yi ha dichiarato, in conferenza stampa con l’omologo Ue Borrell, che la causa del conflitto è “l’ingiustizia contro i palestinesi”: «il conflitto ha dimostrato che la via per risolvere la questione palestinese sta nel riprendere i colloqui di pace autentici il più presto possibile e nel realizzare i diritti legittimi della nazione palestinese, risolvendo così un’ingiustizia. La Cina invita a dare prova di moderazione, ad allentare le tensioni quanto prima e a prevenire un’espansione del conflitto».
Dal canto suo, Borrell ha definito “irrealistico” chiedere l’evacuazione di Gaza in 24 ore.
Il Vaticano è pronto a mediare
Il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin ha garantito che il Vaticano è pronto a mediare per gli ostaggi: «la liberazione degli ostaggi israeliani e la protezione della vita degli innocenti a Gaza sono il cuore del problema creatosi con l’attacco di Hamas e la risposta dell’esercito israeliano. Sono al centro delle preoccupazioni di tutti noi, del Papa e dell’intera Comunità internazionale. La Santa Sede è pronta a qualsiasi mediazione necessaria, come sempre. Intanto cerca di parlare con le istanze i cui canali sono già aperti. Qualsiasi mediazione per far cessare il conflitto deve tuttavia tener conto di una serie di elementi che rendono la questione molto complessa ed articolata, come la questione degli insediamenti israeliani, della sicurezza e il nodo della città di Gerusalemme. Una soluzione si può trovare nel dialogo diretto fra Palestinesi ed Israeliani, incoraggiato e sostenuto dalla Comunità internazionale, anche se ora sarà tutto più difficile. È giusto che gli ostaggi vengano riconsegnati subito, anche quelli che Hamas detiene dagli scorsi conflitti: in questo senso rinnovo con forza il vibrante appello lanciato e ripetuto dal Santo Padre Francesco in questi giorni. È giusto che nella legittima difesa Israele non metta in pericolo i civili palestinesi che vivono a Gaza. È giusto, indispensabile direi, che in questo conflitto, come in ogni altro, il diritto umanitario sia pienamente rispettato. La pace non può che fondarsi sulla giustizia, a me sembra che la maggiore giustizia possibile in Terrasanta sia la soluzione di due Stati, che permetterebbe a Palestinesi ed Israeliani di vivere fianco a fianco, in pace e sicurezza, venendo incontro alle aspirazioni di gran parte di essi. Questa soluzione, che è prevista dalla Comunità internazionale, ultimamente è sembrata ad alcuni, sia da una parte che dall’altra, non più realizzabile. Per altri non lo è mai stata. La Santa Sede è convinta del contrario e continua a sostenerla».
Parolin ha aggiunto che il Vaticano “esprime totale e ferma condanna” e che si è in ansia “per uomini, donne, bambini e anziani che sono tenuti in ostaggio”: «non so che margine di dialogo ci possa essere tra Israele e la milizia di Hamas, ma, se ci fosse e speriamo che ci sia, lo si dovrebbe percorrere subito e senza indugio. Questo per evitare altro spargimento di sangue, come sta avvenendo a Gaza, dove ci sono molte vittime civili innocenti a seguito degli attacchi dell’esercito israeliano».
Confermate le violenze di Hamas sui bambini
Il Jerusalem Post ha confermato, sulla base di foto verificate dei corpi, che le notizie di bambini bruciati e decapitati durante l’assalto di Hamas a Kfar Aza sono vere. Lo scrive il giornale online.
Le stesse foto sono state mostrate al Segretario di Stato americano Antony Blinken durante la sua visita in Israele.
Protesta l’Egitto
Proteste dall’Egitto. Mezz’ora dopo l’ordine di evacuazione, il politico Bakri ha accusato Israele di voler spingere i palestinesi in Egitto: “sembra che questo avvertimento preannunci l’imminente aggressione di terra e lo spostamento forzato della popolazione della Striscia di Gaza verso il confine con l’Egitto, in modo da eliminare il sogno di creare uno Stato palestinese” ha scritto Bakri su X. L’Egitto teme l’afflusso di migranti al confine orientale e ha chiesto che gli aiuti internazionali vengano diretti al valico di Rafah con Gaza.
di: Micaela FERRARO
FOTO: EPA/MOHAMMED SABER