I manifestanti bloccano aeroporti e stazione di Parigi. Assalito un commissariato. Macron non convince il 70% della popolazione
Il dibattito francese è ancora monopolizzato dalla contestatissima riforma delle pensioni. Mentre nelle piazze le proteste non arretrano, ieri Macron ha spiegato alla Francia le ragioni di una riforma che “nell’interesse superiore della nazione” e che non può più essere rinviata. Le parole del presidente, che ha aperto a nuovi confronti con i sindacati su alcune questioni, non placano però le opposizioni che lo accusano di “disprezzare” la voce del popolo.
Secondo il segretario generale della CGT Philippe Martinez le parole di Macron avrebbero espresso “disprezzo per i milioni di persone che stanno manifestando“. Di “disprezzo” parla anche Jean-Luc Mélenchon, mentre la presidente dei Republicains Mathilde Panot gli dà dell'”arrogante, bugiardo, irresponsabile“.
A questo punto, l’unica che potrebbe ribaltare il destino della legge è la Corte Costituzionale che dovrà avallare il testo.
Secondo la Polizia ancora oggi scenderanno in piazza dalle 600 alle 800mila persone, divise in 320 mobilitazioni. Solo nella Capitale sono attesi dai 40mila ai 70mila manifestanti, compreso il ritorno dei Jilet Jaunes.
Secondo un sondaggio interno, ieri le parole di Macron che avrebbero dovuto giustificare l’adozione della riforma in realtà non hanno convinto il 70% della popolazione. Un rischio cui il presidente si era detto pronto: «se per il bene del Paese devo pagare il prezzo dell’impopolarità, lo farò».
Trasporti in tilt, paura a Lorient
Intanto, a Parigi è iniziato il 17esimo giorno di sciopero dei netturbini, con la circolazione dimezzata per lo stop prolungato e a singhiozzo di metro e autobus, così come avviene in altre città. A Marsiglia i portuali stanno impedendo l’ingresso di camion e auto, in quello che è il più grande porto commerciale della Francia.
Anche ieri sera le parole del presidente hanno acceso una nuova miccia nelle proteste, con scontri e momenti di tensione fra manifestanti e polizia nella zona del Sacre Coeur di Parigi. Nei tafferugli sono rimasti coinvolti anche i giornalisti presenti.
È proprio nei trasporti che si raggiunge l’apice del caos, con i manifestanti che a Parigi invadono i binari della stazione gare de Lyon, una delle arterie principali. Sempre nella Capitale è atteso per le 14 un corteo, l’ennesimo, che marcerà da Place de la Bastille a Opéra.
Bloccata anche l’autostrada A1 che conduce al terminal 1 dello scalo dell’aeroporto Charles de Gaulle. Ad aggravare ulteriormente la mobilità aerea è l’allerta lanciata sulle riserve di cherosene in entrambi gli aeroporti parigini, de Gaulle e Orly.
La tensione non è alta solo nella Capitale. A Lorient un gruppo di protestanti ha assalito il commissariato locale e l’ufficio della prefettura. Alcuni funzionari sono rimasti feriti come ha denunciato il ministro dell’Interno Gerald Darmanin che avverte: «tali atti non possono restare impuniti».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/YOAN VALAT