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L’indebolimento del rublo provoca tensioni in Russia

La guerra in Ucraina arriva al suo 538esimo giorno. Nel Paese continuano gli attacchi russi, nella regione di Volyn (a confine con la Polonia) un’incursione aerea ha provocato almeno tre morti. Il governatore Yuriy Poguliaiko ha spiegato che “fino ad ora, tre persone sono morte. Molti altri feriti sono in ospedale

Missili anche su Leopoli e Lutsk, il sindaco di Leopoli ha spiegato che si sta evacuando un edificio colpito che ha preso fuoco, mentre a Lutsk è stata colpita un’impresa industriale, si tratta della fabbrica della casa svedese di cuscinetti a sfera Skf. L’azienda ha reso noto che “possiamo confermare che c’è stato un attacco nella città di Lutsk in Ucraina, dove abbiamo una fabbrica che è stata colpita dall’attacco. Siamo molto tristi di poter anche confermare che tre dei nostri dipendenti sono morti in questo attacco“. Un missile è caduto, infine, su Dnipro.

Per rinvigorire il morale delle truppe in una regione particolarmente martoriata il presidente Zelensky ha ha fatto visita all’esercito ucraino lungo la linea del fronte meridionale di Zaporizhzhia.

Intanto in Russia in occasione della 11esima Conferenza di Mosca sulla sicurezza internazionale il presidente Putin ha attaccato l’Occidente della sua politica neocoloniale che causa conflitti in tutto il mondo e “sebbene le sfide alla sicurezza in ognuna di esse abbiano le proprie specificità, ripeto che tutte sono state in realtà generate dall’avventurismo geopolitico dell’Occidente e dalle azioni egoistiche e neocoloniali”. Putin ha poi sottolineato che “l’Ucraina è un buon esempio di dove porta questa politica di gettare benzina sul fuoco. Pompando miliardi di dollari nel regime neonazista, fornendogli hardware, armi e munizioni e inviando i loro consiglieri militari e mercenari, stanno facendo tutto il possibile per alimentare ancora di più questo conflitto e coinvolgere altri stati“.

Al blocco filo-russo sempre più compatto l’Occidente risponde con qualche scricchiolio nell’alleanza. Sembra infatti che Stian Jenssen, direttore dell’ufficio privato del segretario generale della Nato, parlando ai media norvegesi abbia sostenuto che “una soluzione potrebbe essere che l’Ucraina rinunci al territorio e ottenga in cambio l’adesione alla Nato“, pur ribadendo la posizione già nota di Stoltenberg per cui “deve spettare all’Ucraina decidere quando e in quali condizioni negoziare“. Alla proposta risponde immediatamente Kiev, con il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak che scrive: «scambiare territori per un ombrello Nato? È ridicolo. Ciò significa scegliere deliberatamente la sconfitta della democrazia, incoraggiare un criminale globale, preservare il regime russo, distruggere il diritto internazionale e tramandare la guerra ad altre generazioni».

Kiev rilancia poi nuove accuse: secondo il capo dell’ufficio del presidente dell’Ucraina Andriy Yermak i missili Kh-101 con i quali Mosca ha bombardato questa notte l’Ucraina “sono stati prodotti dai russi quest’anno” e contengono “circa 30 chip stranieri, che sono stati prodotti ad aprile“.

Vladimir Putin cerca l’alleanza di Kim Jong-Un

In occasione del Giorno della Liberazione il presidente russo Vladimir Putin ha scritto al leader nordcoreano Kim Jong-Un. Congratulandosi con il leader ha aggiunto di essere “fiducioso che continueremo a rafforzare la cooperazione bilaterale in tutti i campi a beneficio dei nostri popoli e nell’interesse di migliorare la stabilità e la sicurezza nella penisola coreana e nella regione del nord-est asiatico in generale“, lo riporta il Cremlino.

Il crollo del rublo preoccupa la Russia

Intanto in Russia cresce la preoccupazione intorno all’economia, dopo giorni di caduta del rublo ieri, 14 agosto, è arrivato ai livelli più bassi dal marzo 2022. Il dollaro ha sfondato la barriera dei 100 rubli e l’euro quella dei 110 così la Banca di Russia è corsa ai ripari indicendo una riunione straordinaria per alzare il tasso d’interesse (già aumentato di 100 punti base nel mese scorso). Durante la riunione è stato deciso di aumentare il tasso di riferimento di 15 punti base al 12% dall’8,5% annuo, secondo quanto riporta la Tass.

La tensione è palpabile, con il consigliere economico del presidente russo, Maxim Oreshkin, che critica la Banca russa sostenendo che “la causa principale dell’indebolimento del rublo e dell’accelerazione dell’inflazione è una politica monetaria morbida. Un rublo debole complica la trasformazione strutturale dell’economia e ha un effetto negativo sul reddito reale della popolazione” per questo “è nell’interesse dell’economia russa avere un rublo forte“. Dall’istituto bancario, però, si fa sapere che l’indebolimento del rubo è provocato dalla forte riduzione del surplus delle partite correnti.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/EPA/SERGEY DOLZHENKO