300mila soldati di Israele schierati sulla Striscia, oltre mille i palestinesi morti
Lo scontro tra Israele e Hamas non si arresta. Fonti palestinesi hanno reso noto che l’esercito israeliano ha colpito la casa del comandante militare di Hamas, Mohammed Deif, a Khan Younis. Nell’attacco sono morti il padre, il fratello, il figlio e altri parenti del comandante.
Secondo i media israeliani, che citano l’esercito, sono almeno 1.200 i morti e circa tremila i feriti dell’attacco di Hamas, mentre da parte palestinese secondo i dati diffusi dal ministero della Sanità sono 1055 i morti – fra cui oltre 260 bambini e 230 donne – e fino a 5.184 feriti, solo nella notte secondo quanto riportato da Hamas ai media locali sono morte almeno 30 persone. L’esercito israeliano ha confermato lo schieramento di circa 300mila soldati nei pressi della Striscia di Gaza, il portavoce delle Forze di difesa israeliane Jonathan Conricus, ha dichiarato che “quello che stiamo facendo in queste zone vicine alla Striscia è che abbiamo inviato e schierato la nostra fanteria, i nostri soldati corazzati, il nostro corpo di artiglieria e molti altri soldati delle riserve: 300.000 in tutto. E questo per garantire che Hamas, alla fine di questa guerra non avrà alcuna capacità militare con cui minacciare o uccidere i civili israeliani“. Il portavoce militare Daniel Hagari ha annunciato di aver “aggiornato per ora 60 famiglie di rapiti” da Hamas e ha spiegato che l’esercito ha allestito un centralino che fornisca informazioni ai parenti dei rapiti.
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, ha dichiarato che “la guerra dimostra che occorre distribuire armi ai cittadini” e ha aggiunto di pensare che questa scelta “sia imminente“, poi ha spiegato di aver visitato Sderot e aver “dato ordine che da oggi tutti qua possano girare armati“, Gvir ha aggiunto di voler “trasmettere un messaggio importante ai residenti di Sderot, siamo in guerra, non c’è destra, né sinistra, né religiosi, né laici“.
Dalle forze di difesa israeliane arriva la notizia del bombardamento dell’Università islamica di Gaza “che funge da centro di formazione centrale per gli ingegneri di Hamas“, si tratterebbe di “un importante centro di potere politico e militare” e ““istituto di formazione per lo sviluppo e la produzione di armi“. Il generale Omer Tishler ha assicurato che Israele sta attaccando la Striscia di Gaza su “scala senza precedenti” perché “quello che accade qui è qualcosa che non è mai accaduto prima. C’è un nemico che tira razzi e attacca la popolazione civile“
Fuoco anche in Libano
Intanto dal Librano sarebbe, secondo quanto riportato dai media, stato lanciato nei pressi dell’area araba di al-Aramshe nella Galilea occidentale, un missile antitank. Da Israele c’è stata una risposta all’attacco nei pressi di Al-Dhahira, nel frattempo anche l’area intorno a Yarin è stata bombardata con munizioni al fosforo secondo quanto riporta Nna.
Secondo quanto riportano tramite un comunicato diffuso dai media gli Hezbollah libanesi filo-iraniani avrebbero inflitto “un gran numero” di perdite umane all’esercito di Israele “in risposta all’assassinio” di tre membri del partito sciita lunedì sera. Nel comunicato si legge inoltre che “la Resistenza Islamica sarà ferma nella sua risposta agli attacchi israeliani che colpiscono il nostro Paese e la sicurezza del nostro popolo, soprattutto quando questi attacchi provocano la perdita di martiri“.
Sevizie sui bambini smentite da Hamas e Israele non conferma
In un comunicato riportato da Al Jazeera Hamas ha dichiarato: «affermiamo categoricamente la falsità delle accuse inventate promosse da alcuni media occidentali, che adottano in modo non professionale la narrativa sionista piena di bugie e calunnie contro il nostro popolo palestinese e la sua resistenza. L’ultima delle quali è stata l’affermazione di aver ucciso bambini, decapitandoli e prendendo di mira i civili», il gruppo poi ha chiesto ai media occidentali di “non schierarsi ciecamente con la narrativa sionista, che è piena di bugie e calunnie“.
Da parte israeliana l’esercito ha dichiarato di non avere conferme delle notizie di bambini decapitati diffuse dalla stampa israeliana, un portavoce militare si è limitato a dichiarare di aver “visto la notizia, ma non abbiamo dettagli o conferme al riguardo“. A riferire delle sevizie compiute nel kibbutz di Kfar Aza era stata l’emittente i24.
Dall’estero
Il presidente americano Joe Biden ha chiamato il premier Netanyahu chiedendo che a Gaza siano fatte meno vittime civili possibili, e ha dichiarato alla stampa statunitense che gli americani uccisi in Israele sono almeno 14. Dagli Stati Uniti è stata poi aperta la coordinazione insieme ad altri Paesi per l’apertura di un corridoio per civili e statunitensi in fuga dalla guerra, secondo quanto riporta Nbc.
L’Unrwa, l’agenzia Onu che si occupa dei rifugiati palestinesi, ha dichiarato su X che “9 membri del nostro personale sono stati uccisi negli attacchi aerei sulla Striscia di Gaza da sabato” e che “la protezione dei civili è fondamentale, anche in tempi di conflitto. I civili dovrebbero essere protetti in conformità con le leggi di guerra“.
Il papa, a seguito dell’udienza generale, ha dichiarato che continua “a seguire con dolore e apprensione quanto sta succedendo in Israele e Palestina. Tante persone uccise, altre ferite. Prego per quelle famiglie che hanno visto trasformare un giorno di festa in un giorno di lutto, e chiedo che gli ostaggi vengano subito rilasciati”. Francesco ha poi aggiunto che “è diritto di chi è attaccato di difendersi, ma sono molto preoccupato per l’assedio totale in cui vivono i palestinesi a Gaza, dove pure ci sono state molte vittime innocenti. Il terrorismo e gli estremismi non aiutano a raggiungere una soluzione al confitto tra israeliani e palestinesi ma alimentano l’odio, la violenza, la vendetta, e fanno solo soffrire gli uni e gli altri” e che “il Medio Oriente non ha bisogno di guerra, ma di pace: di una pace costruita sulla giustizia, sul dialogo e sul coraggio della fraternità“.
Dall’Ue parla Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione europea ha dichiarato che “il nostro sostegno umanitario al popolo palestinese non è in discussione. Ma è importante rivedere attentamente la nostra assistenza finanziaria alla Palestina. I finanziamenti dell’Ue non sono mai andati e non andranno mai a Hamas o a qualsiasi entità terroristica“. Von der Leyen ha poi spiegato che Hamas “all’alba dello Shabbat” ha compiuto un atto di “terrorismo” e “di guerra“.
Recep Tayyip Erdogan, in occasione di un discorso al gruppo parlamentare del suo partito, l’Akp, ha dichiarato: «gli attacchi sproporzionati e infondati di Israele su Gaza potrebbero portarla verso una posizione sgradita agli occhi del pubblico a livello globale. Condurre un conflitto in questo modo non è una guerra ma un massacro». Il presidente turco ha invitato le parti alla pace e si oppone “equamente all’uccisione dei civili in Israele e ai bombardamenti su Gaza“.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/EPA/ATEF SAFADI