Jerome Powell ha riconosciuto i passi avanti compiuti, ma conferma la linea restrittiva della banca

A Jackson Hole l’intervento che si attendeva di più era quello di Jerome Powell. Il presidente della Federal Reserve ha dichiarato che “l’inflazione resta troppo alta e che la Fed aumenterà ancora i tassi se necessario“.

Nonostante i, seppur riconosciuti, passi avanti Powell assicura che la banca “manterrà la politica monetaria a un livello restrittivo finché non sarà sicura che l’inflazione si stia muovendo in modo sostenibile verso l’obiettivo“.

L’obiettivo è “portare l’inflazione al 2%” e per riportarla “in modo sostenibile al 2%” Powell ha spiegato che “sarà necessario un periodo di crescita economica inferiore al trend, nonché un certo allentamento delle condizioni del mercato del lavoro“. Il presidente ha sottolineato che “ulteriori conferme di una crescita persistentemente superiore al trend potrebbero mettere a rischio ulteriori progressi sull’inflazione e potrebbero giustificare un ulteriore inasprimento della politica monetaria“. Powell ha ricordato quando a marzo 2022 si decise di “aumentare il tasso di riferimento” sebbene “fosse chiaro che la riduzione dell’inflazione sarebbe dipesa sia dalla risoluzione delle distorsioni senza precedenti della domanda e dell’offerta legate alla pandemia, sia dal nostro inasprimento della politica monetaria, che avrebbe rallentato la crescita della domanda aggregata, consentendo il tempo di recupero dell’offerta“. Due forze che, oggi, “lavorano insieme per abbassare l’inflazione, ma il processo ha ancora molta strada da fare, nonostante i dati recenti siano più favorevoli“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/EPA/JIM LO SCALZO