La riunione si terrà a Palazzo Chigi alle 18
Questa sera, 6 settembre, alle ore 18, Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, riceverà a Palazzo Chigi i capigruppo di Camera e Senato dei partiti di maggioranza (FdI, Lega, FI, Nm e Udc) per una riunione a cui parteciperanno anche Matteo Salvini e Antonio Tajani.
L’incontro avrà lo scopo di serrare i ranghi, di ritrovare l’unità della coalizione in vista della manovra e degli altri passaggi nevralgici da qui alla fine di settembre, senza tralasciare il tema delle riforme. Non sarà risolutivo per la legge di bilancio ma Meloni fa sapere che bisognerà individuare le priorità nella consapevolezza che le coperture non sono ampie, evitare troppi emendamenti soddisfacendo le priorità dei partiti.
Il governo ha già alcune misure da presentare in tempi stretti: nuovi sostegni per arginare il caro bollette, un bonus benzina per i bassi redditi contro la corsa dei prezzi dei carburanti, un’ulteriore stretta sul superbonus.
Il commento di Matteo Salvini: «sulla manovra e i rapporti all’interno del governo ho letto ricostruzioni fantasiose. Saremo unanimi, concordi, seri e concreti. Abbiamo davanti 4 anni abbondanti e porteremo avanti gli impegni presi. L’obiettivo comune è mettere i soldi che ci sono, pochi o tanti lo vedremo, per l’aumento di stipendi e pensioni».
Ha rimarcato poi “la conferma del taglio del cuneo fiscale in totale sintonia con Giorgia Meloni e tutta la maggioranza: non ci sarà alcuna sbavatura”.
Anche Manlio Messina, Fratelli d’Italia, ha commentato: «la situazione economica italiana e mondiale ha bisogno di una attenzione particolare. Nelle previsioni il Pil del nostro paese sarà superiore alle altre Nazioni europee ma questo non significa che faremo una Manovra spendi e spandi. Metteremo al centro la persona, le imprese e una attenzione particolare al sistema sanitario», ha detto il deputato.
I commenti di Malan e Landini
«Misure per lavoro, imprese, famiglie, natalità, sostegno ai redditi più bassi», ha poi detto il capogruppo di Fdi, Lucio Malan.
«I temi critici non sono mai risolti, i tavoli di discussione sono finti – ha dichiarato il leader della Cgil Maurizio Landini – Sulle pensioni stiamo tornando alla versione peggiore della Fornero, la precarietà sta aumentando, sugli appalti non hanno cambiato nulla e rimane il problema del fisco e dei salari».
I medici contro il governo
Per quanto riguarda il mondo della sanità, dopo il record le grandi spese durante la pandemia da Covid-19, i governi italiani sono tornati a prevedere un investimento ridotto. «Ora però il sistema si sta reggendo in piedi solo grazie a uno sforzo enorme da parte dei medici – ha detto Pierino Di Silverio, segretario del principale sindacato dei medici Anaao-Assomed – Se non dovessero arrivare i quattro miliardi, per quanto ci riguarda sarebbe il blocco delle attività. Non escludiamo delle risposte anche estreme. Qui bisogna capire: non è una questione di soldi in numeri assoluti e basta. Conta la percentuale del Pil che noi dedichiamo alla sanità. Ogni Stato è come una famiglia con un budget. Quando io faccio programmazione, devo capire quanto budget voglio destinare alla sanità. Se continuo a destinare percentuali così basse, è normale che i soldi non ci saranno mai. Se si aumenta almeno di un punto e mezzo lo stanziamento, come noi chiediamo, i soldi si trovano».
di: Alice GEMMA
FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI MELONI