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Il processo si trova a uno stallo a causa della mancate collaborazione egiziana

Sui suoi profili social l’avvocata della famiglia di Giulio Regeni, Alessandra Ballerini, ha scritto: «TARIQ Sabir, ATHAR KAMEL Mohamed Ibrahim, UHSAM Helmi, MAGDI IBRAHIM Abedal Sharif, siete a conoscenza del processo, presentatevi domani 3 aprile, in udienza al Tribunale di Roma, davanti a giudice, affrontate il processo reg. gen. N 16307/2019 Gip, per il sequestro, le torture e l’uccisione di Giulio Regeni. Non siate vigliacchi. Gli italiani pretendono #veritapergiulioregeni #verità e #giustizia per #Giulio Regeni».

Inizia infatti oggi, 3 aprile, il processo a carico dei torturatori e assassini di Giulio Regeni, il ricercatore barbaramene assassinato in Egitto nel 2016. “State con noi, state con Giulio, a piazzale Clodio” scrive ancora l’avvocata Ballerini, per mobilitare la cittadinanza dato che il processo si trova a una fase di stallo perché manca il passaggio procedurale della notifica degli atti, ritenuto necessario nel nostro ordinamento. Nonostante la Procura sia a conoscenza dei nomi degli indagati, dall’Egitto non sono state fornite le informazioni per notificare il processo. Ballardini, al presidio davanti al tribunale, ha spiegato “siamo presenti alla faccia degli assenti, perché chi uccide sia processato in Italia e non resti impunito“.

Per superare lo stallo la procura di Roma ha chiesto l’invio degli atti del processo alla Corte Costituzionale, la richiesta arriva direttamente dal procuratore capo Francesco Lo Voi, presente oggi in udienza insieme al procuratore aggiunto Sergio Colaiocco.

Al sit in a Piazzale Clodio ha partecipato anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. Dopo aver abbracciato i genitori del ricercatore Schlein ha dichiarato: «siamo qui per dare un segnale di vicinanza alla famiglia di Giulio Regeni, e alle tante persone che in questi anni non hanno mai smesso di chiedere verità e giustizia. Crediamo fortemente che questo processo debba andare avanti, debba essere fatto e siamo qui con questa speranza».

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO