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Il Guardasigilli ha affermato che il reato di tortura non verrà abrogato ma che bisogna intervenire su alcune “carenze tecniche”

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio è intervenuto sulla decisione della Cassazione francese di negare l’estradizione a 10 ex terroristi italiani.

Secondo il Guardasigilli la condanna morale dei crimini commessi “c’è ed è accentuata da questa decisione che è incomprensibile. Ma noi non ci accontentiamo della condanna morale”. Per Nordio le pene inflitte in Italia agli ex terroristi dovrebbero essere scontate “almeno in parte” nel Paese.

«Vorremmo che queste persone dessero un segno di dissociazione da quelle imprese criminali. Invece qualcuno di loro ha reagito con arroganza e ironia» ha affermato.

Reato di tortura: “non vogliamo abrogarlo”

Nordio ha affermato che il governo non vuole abrogare il reato di tortura.

«Il reato di tortura è un reato particolarmente odioso e abbiamo tutte le intenzioni di mantenerlo. Il governo non ha nessuna intenzione di abrogarlo» ha dichiarato Nordio rispondendo a un’interrogazione al question time, spiegando, però, che si dovrà intervenire su alcune “carenze tecniche”.

Entro giugno ddl intercettazioni

Il 29 marzo il Guardasigilli ha ricevuto il presidente dell”Unione delle Camere penali Giandomenico Caiazza. Dopo l’incontro Caiazza ha comunicato che entro giugno l’esecutivo emanerà i disegni di legge di riforma dell’abuso d’ufficio e del traffico di influenze illecite, della prescrizione e delle intercettazioni, “anche al fine di di evitarne l’indebita pubblicazione”.

Nordio avrebbe riferito a Caiazza che “il governo ha definitivamente approvato il cronoprogramma delle più urgenti riforme della giustizia penale”. Entro giugno dovrebbero arrivare anche i ddl sulle misure cautelari, con riferimento in particolare alla collegialità delle decisioni, sulle impugnazioni delle sentenze di assoluzione e interventi in materia di criminalità minorile.

Il ministro della Giustizia ha convocato per il 4 aprile una riunione con avvocati e magistrati per discutere delle criticità della riforma del processo penale, sulla quale i penalisti richiedono “urgenti interventi correttivi”.

di: Francesca LASI

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