Da quando Eric Adams è diventato sindaco ci sono stati 26 decessi, la storia del carcere infernale di New York
Rikers Islands è il carcere più grande di New York. Ma è anche il più controverso: dall’inizio dell’anno sono morte al suo interno 7 persone, 26 da quando Eric Adams è diventato sindaco, nel gennaio 2022 (dati AGI).
Si tratta di un carcere fortezza che sorge su un’isola e affaccia sull’East River, nel Brox. Ospita più di 10mila detenuti e non è la prima volta che fa parlare di sé: l’anno scorso c’era stato un boom di malattie tra le guardie carcerarie: nessuno vuole più lavorare in un posto che viene definito “infernale” dove le condizioni di affollamento e sicurezza sono ridotte al minimo.
L’ultima vittima è stata trovata accoltellata sul pavimento della sua cella domenica 23 luglio. Si tratta di Curtis Davis, 44 anni, rinchiuso a Rikers Island l’1 giugno dopo aver accoltellato a un occhio una persona di 29 anni. Per il suo rilascio in attesa del processo era stata fissata una cauzione di 30 mila dollari, che Davis non era stato in grado di pagare.
A Rikers non finiscono serial killer impenitenti, ma persone incriminate per reati minori, con pene generalmente non superiori a un anno. Spesso, molti sono in attesa di essere trasferiti in altri penitenziari. Eppure le condizioni di vita paiono quelle di un carcere per criminali decisamente peggiori.
Il procuratore distrettuale di New York, Damian Williams, ha definito Rikers Island “un posto in crisi da anni” ma Adams ha respinto ogni accusa ricevuta e non ha sottoscritto l’ipotesi di commissariamento da parte di Washington, sostenendo di aver fatto tutto il possibile per migliorare le condizioni all’interno del carcere. «Quando ho ereditato questo dipartimento era sull’orlo del collasso. Abbiamo ridotto le violenze in percentuali a due cifre, abbiamo contrastato l’assenteismo del personale. Abbiamo stabilizzato il sistema carcerario», ha detto il sindaco. Solo che non tutti la pensano così.
di: Micaela FERRARO
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