L’accusa di triplice omicidio nei confronti del 57enne si aggrava: sembra che stesse premeditando la strage
Si fa sempre più strada l’ipotesi della premeditazione nella tragedia avvenuta ieri a Roma dove, in zona Fidene, il 57enne Claudio Campiti ha sparato nel corso di una lite di condominio uccidendo tre donne ferendone altre tre.
Campiti è stato fermato poco dopo la strage e attualmente si trova in carcere con l’accusa di triplice omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi.
L’uomo è stato trovato in possesso di 170 proiettili in totale e di un secondo caricatore per la pistola che aveva con sé, sottratta a un poligono di tiro dato che il porto d’armi gli era stato negato.
Non solo: pare che l’uomo si fosse recato alla riunione con gli altri condomini munito di passaporto, di uno zaino pieno di vestiti e di 6mila euro in contanti. Tutti elementi che inducono la Procura di Roma a a sospettare che l’uomo stesse premeditando l’azione punitiva e in seguito la fuga.
Nel frattempo rimane in pericolo di vita Fabiana De Angelis, una delle tre persone rimaste ferite durante la riunione condominiale. La donna è ricoverata in rianimazione con un quadro clinico “complesso” all’ospedale Sant’Andrea.
Nel frattempo a Roma si è riunito il comitato di sicurezza e la Prefettura ha fatto sapere che è in arrivo una stretta sui poligoni.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI