Un’azienda di spedizioni internazionali che vuole dedicare il suo tempo alla creazione di un progetto ambientale, economico e sociale
Quasi 80 anni di vita e un’incessante voglia di rinnovarsi. Spediporto è un’azienda che nasce come iniziativa imprenditoriale associativa nel mondo delle spedizioni internazionali grazie all’unione delle idee di 13 persone. Il loro obiettivo è assistere il trasporto delle merci, aiutare gli importatori e gli esportatori offrendo loro una consulenza ampia impegnandosi a sottoscrivere contratti con i principali vettori aerei, marittimi e terrestri. Oggi rappresentano a Genova e provincia oltre 300 aziende nel settore di riferimento. Attualmente il focus è proiettato alla realizzazione di un progetto molto importante, ce lo ha raccontato Giampaolo Botta, direttore generale.
Quando nasce il progetto Green Logistic Valley?
«Il progetto Green Logistic Valley è nato a seguito dei tragici eventi dell’agosto del 2018 accaduti a Genova. Con il crollo del Ponte Morandi, infatti, il Governo promulgò il Decreto Genova all’interno del quale era prevista per il porto e il retroporto della città la possibilità di istituire una zona logistica semplificata. Come azienda abbiamo subito colto l’occasione al volo per prendere in considerazione la creazione di una forte sinergia tra quelle che sono le eccellenze proprie del territorio cittadino e ligure: l’industria portuale (e tutto ciò che è legato alla sua logistica), l’industria marittima (inclusiva anche del turismo e delle navi da crociera), la tecnologia, che ha alcuni dei suoi centri di eccellenza a Genova, e la manifattura locale. Abbiamo quindi immaginato che questa collaborazione potesse finalmente essere costruita nel retroporto più naturale, la Val Polcevera. Un disegno che potrebbe essere un grandissimo strumento per attirare investitori e nuovi operatori».
Spediporto vuole dedicarsi alle attività di logistica potenziando le relazioni tra i porti di Sampierdarena e Voltri, con l’aeroporto e il retroporto della città introducendo nel Nord-Ovest italiano modelli giuridici che sono dei grandi moltiplicatori di economia.

Lo scopo è la valorizzazione del territorio e…
«Il progetto punta a valorizzare il territorio della Val Polcevera attraverso l’utilizzo di nuovi sistemi avanzati di coltivazioni aeroponiche che sono il cuore green del programma. Il mondo della portualità e della logistica oggi si trovano nella condizione di poter restituire alla città qualcosa: le coltivazioni aeroponiche possono essere una sintesi ad altissimo valore aggiunto in quanto, potendo essere sviluppate in verticale, sono colture che consentono un basso impiego di territorio ed hanno un bassissimo e quasi nullo impatto ambientale (risparmio di acqua di oltre il 98%, nessun pesticida, basso utilizzo di nichel e altissima produttività). In questo modo la logistica potrebbe essere messa a servizio dell’area valorizzando le migliori produzioni agricole del nostro territorio costituite di piccole quantità di prodotto ma di altissima gamma».
…e della società.
«Quello di cui stiamo parlando è un modello di economia sociale perché persegue il fine del lucro ma crea anche grande spazio per il sociale: le aziende devono essere flessibili nel cercare una forte integrazione tra strutture aziendali e territorio. Come? Coinvolgendo gli Istituti Tecnici superiori, le Università ma anche le associazioni no profit che si occupano di aiutare persone portatrici di handicap e persone con fragilità. Anche queste frange della nostra società devono poter trovare una propria dimensione e una forte integrazione con il tessuto produttivo del nostro territorio».
La Val Polcevera oggi è la parte di Genova che ha il tasso più alto di descolarizzazione, di disoccupazione e il reddito pro capite più basso. Di fronte quindi a questo scenario difficile secondo Spediporto devono nascere iniziative che puntano non solo a incrementare la produzione di tipo industriale e manifatturiero ma anche ad avere idee chiare su quello che deve essere il loro ruolo di integrazione con il territorio.