I dati preoccupanti del bilancio provvisorio di Asaps sull’anno passato, 14 vittime avevano meno di 18 anni

Quasi un pedone morto al giorno: è questo il bilancio del 2022, l’anno nero degli incidenti stradali in Italia.

Secondo i dati parziali forniti dall’Asaps, l’Associazione sostenitori Polstrada, infatti, lo scorso anno sarebbero morte sulle strade italiane 307 persone, di cui 108 donne e 199 uomini, 257 italiani e 50 stranieri. Un dato che cresce rispetto agli anni precedenti quando le vittime erano 271 nel 2021 e 240 nel 2020. I mesi più neri sono stati dicembre con 40 morti e gennaio con 31, meno morti invece a giugno, agosto e settembre (solo 20). Al numero andrebbero aggiunti i decessi avvenuti in ospedale, secondo le stime tra il 30 e il 35% dei feriti gravi morti poi nelle terapie intensive.

«Ringraziamo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per aver riattivato l’attenzione sul tema della sicurezza stradale. Siamo molto preoccupati per i dati definitivi che saranno resi noti da Istat a luglio, quando presumibilmente il numero finale sarà di oltre 400 pedoni morti. Lanciamo un appello a tutti i membri del Parlamento per un provvedimento straordinario che preveda sanzioni e modifiche al Codice della Strada. Serve maggiore attività di controllo sulle strade, servono più divise, invece si chiudono i Distaccamenti della Polizia Stradale e le età medie in molti reparti anche della Polizia Locale rasentano i 50 anni», ha commentato il presidente Asaps, Giordano Biserni.

La vittima più giovane aveva solo tre mesi, un’altra 15 mesi, due bambini due anni: altre 10 non avevano ancora compiuto 18 anni. La maggior parte, tuttavia, avevano superato i 65 anni (116 morti) e gli 80 (59).

In 22 casi il conducente investitore era ubriaco e in 10 aveva assunto stupefacenti: in 42 incidenti il conducente è fuggito (un pirata della strada ogni 7 incidenti) ma nell’80% dei casi è stato assicurato alla giustizia. A livello regionale il maggior numero di vittime è stato registrato in Lombardia, 52, e Lazio, 41.

di: Alessia MALCAUS

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