rientro a scuola

Bianchi sulla settimana corta: “non ne abbiamo mai parlato, la scuola ha già dato”

Suona oggi la prima campanella nelle scuole di 6 Regioni (Abruzzo, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Veneto) e della Provincia di Trento. I primi studenti a rientrare in aula sono stati quelli della provincia di Bolzano, cui oggi si aggiungeranno 7.286.151 studenti e studentesse.

In base al calendario del rientro a scuola, domani, martedì 13 settembre, le classi riaprono anche in Campania; mercoledì 14 tocca a Calabria, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Umbria, seguite giovedì 15 da Emilia Romagna, Toscana e Lazio.

Le ultime regioni a riaprire gli istituti scolastici saranno la Sicilia e la Valle d’Aosta, lunedì 19 settembre.

Il 51% degli studenti degli istituti secondari di secondo grado frequenterà un liceo; il 31,8% andrà in un istituto tecnico, il 17,1 un professionale.

Bianchi: è la scuola della ripartenza

Non un rientro in aula qualsiasi, ma una nuova boccata di normalità dopo due anni di pandemia che hanno messo a dura prova il sistema scolastico: «è la scuola della ripartenza – rivendica a Unomattina il ministro dell’istruzione Bianchi. – Tutto il Paese ha bisogno di ripartenza, di guardarsi negli occhi».

«Abbiamo perso molto – ammette poi. – Ma siamo pronti per ogni evenienza. Teniamo monitorata la situazione in ogni parte del Paese» assicura, prima di rispondere alle accuse sulle assunzioni del personale docenti e scolastico: «abbiamo tutti gli insegnanti, i docenti non mancano. Abbiamo mantenuto il numero di insegnanti che avevamo prima del Covid, nonostante una forte riduzione degli studenti».

«Rimangono – ammette – 45mila insegnanti a tempo determinato perché sostituiscono quelli che vanno in aspettativa: rappresentano il 5%. Insomma diversamente dagli altri anni, abbiamo tutti quelli di ruolo e quelli a tempo determinato».

Il ministro torna poi a scacciare l’ipotesi che un ipotetico razionamento energetico possa toccare la scuola. Quanto alla possibilità di una settimana corta, “il Governo non ne ha mai parlato perché siamo convinti che tutti dobbiamo affrontare le problematiche del caro energia, ma la scuola sia l’ultima, abbiamo già dato al Paese“.

Il ministro si è rivolto direttamente agli studenti, augurando loro un buon inizio di anno scolastico: «ragazzi, la scuola è il momento in cui si cresce insieme. Nella vita diventerete grandi ma vi ricorderete sempre il vostro compagno, la prof e quella volta che siamo andati in gita e ci eravamo persi. Fate tesoro di ogni momento che è un pezzo non solo della vita di adesso ma anche della vita che avrete, fatelo con gioia. Nel momento difficile che siamo vivendo, teniamoci tutti per mano».

Ipotesi sabato

Sul nodo del caro bollette in ambito scolastico è intervenuto anche il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana che ai microfoni di Rtl 102.5 ha dichiarato: «la riduzione di un giorno scolastico, togliendo il sabato, può essere una strada già sperimentata altrove senza conseguenze negative. Il problema andrebbe risolto in un altro modo, magari investendo di più per rendere più autonomo il Paese. Poi se saremo costretti a subire delle limitazioni faremo un ragionamento complessivo».

Sulla scuola del dopo pandemia ha poi aggiunto: «c’è la grande novità che si ricomincia senza più limitazioni, senza distanziamenti e senza temere di dover usare le mascherine, diciamo che si ricomincia a vivere la normalità e credo che questo sia un altro grande messaggio: i nostri ragazzi sono stati eroici per due anni, per loro è stato molto pesante».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/TINO ROMANO