Bielorussia dichiara stato di minaccia terroristica. Ma Putin afferma: “non c’è più bisogno di attacchi massicci in Ucraina”
Questa mattina il presidente Lukashenko è arrivato al vertice della CSI, la Comunità degli Stati Indipendenti, ad Astana. Insieme a lui tutti gli altri leader, quindi il presidente russo Vladimir Putin, il primo ministro armeno Nikol Pashinyan e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, oltre ai rappresenti degli altri Paesi dell’ex URSS.
Nel corso del vertice, Vladimir Putin ha preso parola e ha dichiarato che la Russia rimane “aperta ai colloqui con l’Ucraina“. Non solo: secondo il leader russo non c’è più bisogno di “attacchi massicci” sul suolo Ucraino perché “la Russia non vuole distruggere il Paese“, e che la mobilitazione “sarà completa tra due settimane”.
Putin ha dichiarato anche che “non vede la necessità” di un incontro con Joe Biden.
Il leader del Cremlino è tornato a parlare della Nato dichiarando che uno scontro diretto sarebbe “un passo molto pericoloso” che potrebbe portare a una “catastrofe globale”: «spero che siano abbastanza intelligenti da non farlo».
Per quanto riguarda l’attacco al Ponte della Crimea, ha messo in guardia la comunità internazionale: «la Russia chiuderà il corridoio del grano se sarà confermato che gli esplosivi utilizzati siano stati inviati da Odessa».
Infine, Putin ha dichiarato che non si è pentito delle scelte fatte in Ucraina: «voglio chiarire. Quello che sta accadendo oggi è, per usare un eufemismo, spiacevole, ma avremmo avuto la stessa cosa un po’ più tardi, solo in condizioni peggiori per noi. Quindi stiamo agendo in modo corretto e tempestivo. Stiamo facendo tutto bene».
La posizione della Bielorussia
Il ministro degli Esteri bielorusso Vladimir Makei ha informato la stampa che Minsk ha allertato le sue forze armate per un’operazione “anti-terrorismo”, e che il Paese risponderà a “ogni provocazione” dei Paesi vicini. Lo riporta l’agenzia di stampa Ria Novosti.
Già nei giorni scorsi Lukashenko aveva accusato Polonia, Lituania e Ucraina di addestrare militanti bielorussi radicali per organizzare “destabilizzazioni” nel Paese e aveva annunciato il dispiegamento di unità regionali della Federazione Russa e della Repubblica bielorussa.
Oggi ha rincarato la dose dicendo, citato dall’agenzia Belta, che, “a causa dell’aggravarsi della situazione lungo i confini del Paese” è stato dichiarato “lo stato di accresciuta minaccia terroristica” e, di conseguenza, l’avvio delle procedure per uno schieramento congiunto di truppe con la Russia.
«Lo stato di minaccia terroristica è stato introdotto a causa dell’aggravarsi della situazione lungo il perimetro dei nostri confini. Era stato stabilito molto tempo fa. Per questo abbiamo avviato le procedure schierando il gruppo di forze dello Stato dell’Unione. Ho già detto che l’esercito bielorusso compone la parte principale ed è integrato da unità della Federazione Russa. Procede tutto secondo i piani», ha spiegato nel dettaglio.
«La Russia ha i più moderni tipi di armi e resisterà in Ucraina senza armi nucleari. Alcuni giorni fa, quando ha lanciato attacchi di precisione contro l’Ucraina in risposta all’attacco al ponte della Crimea, Mosca ha dimostrato la sua forza. La Russia ha, lo so per certo, il più moderni tipi di armi. E non ha bisogno di usare armi nucleari. La Russia ce la farà senza armi nucleari», aveva detto lo stesso capo di Stato bielorusso in un’intervista a Nbc News.
di: Micaela FERRARO
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