Kfor: “no a false narrazioni”
In Kosovo la tensione è sempre più marcata.
Sono riprese questa mattina, 30 maggio, le proteste della minoranza serba davanti ai municipi di quattro località del nord del paese contro l’insediamento dei sindaci di etnia albanese eletti nel voto locale di aprile.
Benché per il momento la situazione sembri contenuta, pesano ancora gli scontri di ieri tra dimostranti, polizia kosovara e militari della Kosovo Force (Kfor), missione di stabilizzazione Nato iniziata nel 1999 su mandato delle Nazioni Unite.
La Nato ha deciso di dispiegare ulteriori forze: “in risposta ai recenti disordini e al ferimento di 30 membri della Kosovo Force, la Nato ha disposto il dispiegamento delle Forze di riserva operativa (Orf) per i Balcani occidentali, pronte per l’impiego in sette giorni”, ha comunicato l’Alleanza atlantica in una nota. «Il dispiegamento di ulteriori forze Nato in Kosovo è una misura prudente per garantire che la Kfor abbia le capacità di cui ha bisogno per mantenere la sicurezza, come previsto dal mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite», ha spiegato l’ammiraglio Stuart B. Munsch, comandante dell’Allied joint force command di Napoli.
Proprio contro la Kfor e la Nato punta il dito Mosca: la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova ha accusato la Nato di avere agito in modo “non professionale”, provocando “una violenza non necessaria” e una “escalation” della situazione. «L’Occidente deve mettere fine alla sua falsa propaganda” sul Kosovo – ha accusato – e smettere di imputare gli incidenti in Kosovo ai Serbi disperati che pacificamente, e senza armi in mano, cercano di difendere i loro legittimi diritti e libertà».
In Kosovo sono scese in strada frange estreme della popolazione serba che simpatizzano con la Russia di Putin.
di: Micaela FERRARO
FOTO: EPA/GEORGI LICOVSKI