Nel maggio 2023 la spedizione, costo comprensivo di otto giorni e sette notti
Un biglietto da 250mila dollari, otto giorni e sette notti per “salire” sul Titanic.
Stockton Rush, presidente di OceanGate Expeditions, ha lanciato una nuova spedizione per sei persone dal 11 al 19 maggio 2023. Partenza il porto di St. John’s Newfoundland, Canada; arrivo il transatlantico Titanic, la celeberrima nave gioiello dei cantieri di Liverpool inabissatasi il 15 aprile 1912 dopo la collisione con un iceberg. Una tragedia resa celebre dal film con Kate Winslet e Di Caprio del 1997.
La spedizione darà la possibilità ai turisti di accompagnare ricercatori e ricercatori, potendo addirittura aiutarli nella raccolta di dati e informazioni sullo stato di deterioramento della nave. La discesa dura circa due ore, e non sono solo super ricchi i passeggeri dell’impresa. Tra loro anche chi, come Renata Rojas, ha risparmiato tutta una vita per il sogno di vedere il titano dei mari. “L’oceano si sta prendendo il Titanic, dobbiamo documentarlo prima che scompaia del tutto o diventi irriconoscibile” dice l’organizzatore Rush. Dal momento della sua scoperta, nel 1985, a oggi, il transatlantico è già molto cambiato. Il relitto ha già perso l’albero di prua, il ponte di poppa, la coffa, la palestra presso lo scalone d’onore e la vasca da bagno del capitano, a causa dell’erosione dei batteri e delle forti correnti oceaniche.
Il Titanic riposa da oltre 110 anni a 3.800 metri sotto il livello del mare; affondò in sole due ore e 40 minuti diventando la tomba di 1.500 passeggeri davanti agli occhi pietrificati dei sopravvissuti che assistevano alla tragedia dalle scialuppe. Una tragedia di triste attualità sotto molto aspetti. Infatti la maggior parte delle vittime provenivano dalla terza classe, solitamente dove alloggiavano migranti (moltissimi italiani e irlandesi) in cerca di fortuna nelle Americhe e che furono fatti salire sul ponte solo dopo le prima due classi quando ormai la sala macchine era già completamente allagata; tra loro moltissime donne e bambini. Le scialuppe inoltre erano troppo poche: colpa di una normativa che permetteva agli armatori di caricare un minimo di 16 scialuppe, assolutamente insufficienti al volume passeggeri del transatlantico; la compagnia decise di non prevederne altre perché avrebbero privato la prima classe, che passeggiava sopra coperta, la vista dell’oceano durante la promenade. Infine, la stessa collisione sarebbe stata evitabile: da giorni arrivavano ai telegrafisti del Titanic messaggi da altre imbarcazioni che avvisavano della presenza di banchi di ghiaccio sulla rotta; rimasero inascoltati.
di: Caterina MAGGI
FOTO: SHUTTERSTOCK