Il leader storico del partito islamico tunisino Ennahdha è stato interrogato per tutta la notte
Il giudice istruttore del Tribunale di Tunisi ha convalidato l’arresto di Rached Ghannouchi, lo storico leader del partito islamico tunisino Ennahdha. Il partito stesso ha dato la notizia su Twitter scrivendo che al leader è contestato il reato di “cospirazione contro la sicurezza dello Stato” e rischia la pena di morte.
Oltre a Ghannouchi anche gli altri 7 dirigenti del partito arrestati lunedì scorso sono accusati formalmente dello stesso reato, sulla base degli articoli 68 e 72 del codice penale, come spiega l’avvocata Monia Bouali (che fa parte del pool della difesa) all’agenzia Tap. Secondo quanto riporta l’agenzia a Ghannouchi sono contestati “commenti incendiari” e “di incitamento a disordini” che sarebbero stati detti in una riunione con esponenti dell’opposizione del Fronte di Salvezza Nazionale che circolano in rete in un video.
Le autorità tunisine vorrebbero anche chiudere le sedi di Ennhahda e del Fronte di Salvezza Nazionale.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/MOHAMED MESSARA