Lavrov accusa l’Occidente di “non considerare seriamente” gli appelli di Mosca alla distensione
L’Onu starebbe preparando una risoluzione per creare un tribunale specifico per i crimini di guerra della leadership russa nell’invasione dell’Ucraina, sulla falsariga dell’allora tribunale di Norimberga.
A rivelarlo è il Guardian secondo il quale gli Stati Uniti potrebbe rinunciare alla propria opposizione di fronte alle pressioni del presidente ucraino Zelensky. Non è così certo, tuttavia, che la bozza riceva i voti necessari in assemblea.
Intanto il presidente francese Emmanuel Macron risponde alle accuse di Mosca secondo la quale la Francia e gli altri Paesi occidentali starebbero cercando di distruggere la Russia. «Non è mai stata la nostra prospettiva in Francia – ha detto Macron in un’intervista alla Cbs. – Inoltre abbiamo relazioni molto strette dal punto di vista culturale e storico con Mosca, e abbiamo sempre rispettato il popolo russo».
Oggi il presidente Putin si è recato in visita al ponte che collega la Crimea con la Russia, oggetto di un attentato nello scorso ottobre e poi riparato.
Nel primo pomeriggio la tensione internazionale sale di nuovo, dopo la scoperta di un missile nel territorio della Moldavia vicino al confine ucraino. L’ordigno è stato scovato dalla polizia di frontiera che ha intensificato i controlli con il conflitto in atto. L’area è stata transennata.
Non smorza la tensione il ministro degli Esteri Lavrov che, intervenendo a Mosca alla Conferenza sulla non proliferazione accusa le pressioni di Usa e Nato che rischierebbero di scatenare un conflitto diretto con la Russia, contrapponendo due potenze nucleari con esiti disastrosi: «siamo costretti a inviare regolarmente segnali di avvertimento – denuncia il ministro. – Ma invece di considerarli seriamente, in Occidente vengono distorti e siamo accusati di usare una retorica minacciosa».
La denuncia di Kiev
Tre milioni circa di ucraini sarebbero stati trasferiti nei territori russi dall’inizio dell’invasione a oggi. Lo afferma il Commissario per i diritti umani della Verkhovna Rada, Dmytro Lubynets: «da febbraio, almeno 2.800.000 ucraini sono stati costretti a partire o sono stati deportati nel territorio della Russia», ha detto.
Notizie dal fronte
Un’auto cisterna è esplosa nell’aeroporto a sud-est di Mosca, il primo bilancio parla di tre morti e cinque feriti. Anche nella regione della città russa di Saratov un drone ha attaccato la base aerea russa Engels-1 danneggiando due bombardieri Tu-95 e ferendo due soldati, ricoverati. Si tratta del secondo attacco a un aeroporto russo dopo l’esplosione questa mattina dell’autocisterna a Ryazan. Entrambi gli aeroporti militari ospitano aviazione russa a lungo raggio.
Le forze russe, di contro, hanno scagliato un nuovo attacco contro Zaporizhzhia, in particolare contro le infrastrutture industriali ed energetiche. Lo rende noto il segretario del consiglio comunale Anatoly Kurtev, sottolineando che notizie su feriti e vittime non sono ancora state definite. Nella stessa regione, un raid contro gli edifici residenziali di Novosofiivka ha provocato due morti.
La minaccia di attacchi missilistici ha attivato l’allerta aerea in tutto il Paese, a partire dalle 13.30 di oggi. Il lancio di missili è stato segfalato dai governatori ucraini di Poltava, Mykolaiv e Odessa.
di: Alessia MALCAUS
aggiornamento di: Marianna MANCINI
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