Biden prolunga di un anno l’emergenza nazionale e le relative sanzioni alla Russia
Secondo quanto riporta il ministero della Difesa britannico l’esercito russo, con un nuovo slancio, sarebbe riuscito a espugnare Bakhmut e “molto probabilmente” i militari russi avrebbero conquistato il centro cittadino. Dopo una prima fase in cui l’assiedo si era arrestato, i progressi degli ultimi giorni avrebbero portato a un’avanzata russa. Alla base di questa nuova forza sarebbe posta una tregua nella faida tra i vertici del ministero della Difesa russo e del Gruppo Wagner.
Nel frattempo viene resa pubblica la nota congiunta di Parigi e Pechino che segue la visita di Macron in Cina. I due leader confermano “gli sforzi per ripristinare la pace sulla base del diritto internazionale e degli scopi e dei principi della carta dell’Onu” e invitano la Russia a garantire la sicurezza degli impianti nucleari ucraini, offrendo pieno sostegno all’Aiea a Zaporizhzhia. «Tutte le parti del conflitto – si legge ancora – [sono invitate ad] osservare scrupolosamente il diritto internazionale umanitario».
Nonostante gli sforzi la pace sembra lontana, tanto che il presidente Usa Biden ha prolungato di un altro anno l’emergenza nazionale, estendendo così anche le sanzioni alla Russia.
Lavrov: l’Occidente non vuole il negoziato
Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in occasione della conferenza stampa congiunta con l’omologo turco Mevlut Cavusoglu ad Ankara ha dichiarato che “il negoziato non può esserci fino a che i nostri interessi non saranno presi in considerazione“, sostenendo inoltre che “l’Occidente non vuole il negoziato” che porti alla fine della guerra. Lavrov ha sottolineato che “ogni negoziato deve tenere conto degli interessi e le preoccupazioni russe. Deve trattarsi dei principi sui quali verrà basato il nuovo ordine mondiale” e ha assicurato che Mosca respinge “un ordine mondiale unipolare guidato da una potenza egemone“.
Lavrov ha poi annunciato, in merito all’accordo sull’esportazione del grano dai porti ucraini attraverso il man Nero: «se non ci saranno progressi positivi nel rimuovere gli ostacoli per le esportazioni di grano e fertilizzanti russi, valuteremo se questo è un accordo necessario».
In merito alla posizione cinese ha parlato invece il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha assicurato “la Cina non è un Paese che cambia la propria posizione così rapidamente sotto l’influenza esterna“. Come riporta Ria Novosti secondo Peskov “la Cina è una grande potenza molto seria, con una propria posizione sovrana“.
Notizie dal fronte
Intanto l’esercito di Kiev sostiene di aver respinto più di 40 attacchi nella sola giornata di ieri, 6 aprile. Attacchi avvenuti nelle direzioni di Lyman, Bakhmut, Avdiivka e Maryinka, nella regione di Donetsk. A darne notizia lo Stato Maggiore delle Forze Armate di Kiev citato da Ukrinform.
Energoatom, l’azienda di stato ucraina di gestione delle centrali nucleari, ha scritto su Telegram: «la sera del 6 aprile, alcuni invasori mascherati hanno fatto irruzione in uno dei locali della centrale nucleare di Zaporizhzhia, temporaneamente occupata, e hanno portato via quattro dipendenti del servizio di protezione fisica dell’impianto. I lavoratori dell’impianto nucleare sono stati portati via in una direzione sconosciuta e la loro posizione rimane ignota. È da notare che tutti e quattro erano considerati fedeli alla leadership dell’occupazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, in quanto avevano firmato contratti con la falsa organizzazione operativa della centrale di Zaporizhzhia. Tra i detenuti, in particolare, c’è il vice capo del servizio, Mark Volkov, che ha contribuito in ogni modo alle attività illegali degli invasori».
di: Flavia DELL’ERTOLE
aggiornamenti di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/WU HAO