Il pg Zuccaro: “qualunque linciaggio è sempre da deprecare”
Non solo Apostolico. Dopo la sentenza della giudice, un altro magistrato del Tribunale di Catania, Rosario Cupri, ha rigettato un trattenimento di migranti disposto dal questore di Ragusa. Si tratta anche in questo caso di 6 profughi a Pozzallo.
Spiegando che “la normativa interna incompatibile con quella dell’Unione va disapplicata dal giudice nazionale“, il Tribunale ha ribadito che trattenere un richiedente protezione internazionale costituisce “una misura coercitiva che priva tale richiedente della sua libertà di circolazione e lo isola dal resto della popolazione, imponendogli di soggiornare in modo permanente in un perimetro circoscritto e ristretto“.
Secondo il giudice, la domanda di asilo “doveva essere esaminata al suo ingresso alla frontiera di Lampedusa” e dunque non può essere “trattata come procedura di frontiera” anche a Ragusa.
Si tratta di una decisione, prosegue il giudice, in linea con quanto “già affermato da precedenti decisioni di questo Tribunale in procedimenti di convalida di trattenimenti riguardanti cittadini tunisini e le cui motivazioni sono condivise da questo giudicante“. Nel merito della questione, si specifica che la norma del decreto del Governo nel mirino “prevede una garanzia finanziaria che non si configura, in realtà, come misura alternativa al trattenimento bensì come requisito amministrativo imposto al richiedente prima di riconoscere i diritti conferiti dalla direttiva 2013/33/Ur, per il solo fatto che chiede protezione internazionale“.
Il pg di Catania Zuccaro: “da deprecare qualunque linciaggio”
Sulla questione è intervenuto anche il nuovo procuratore generale di Catania Carmelo Zuccaro: «qualunque linciaggio è sempre da deprecare, quindi immagini se posso approvare il linciaggio nei confronti di un magistrato che fa il proprio dovere. Per quanto riguarda il video sono aspetti sui quali, se dovessi essere investito, non posso anticipare dei giudizi».
Un esposto di Angelo Bonelli, leader dei Verdi, è intanto arrivato ai pm di Catania con l’ipotesi di rivelazione di segreto d’ufficio.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/FRANCESCO RUTA