L’ex boss di Miramax è risultato colpevole già a New York, sta scontando 23 anni di galera

Harvey Weinstein, ex numero uno di Miramax, è stato condannato per stupro e aggressione sessuale anche a Los Angeles, dove affrontava un processo per rispondere a due accuse di stupro e cinque di aggressione sessuale in episodi che sarebbero avvenuti in alberghi californiani tra il 2004 e il 2013.

La giuria, composta da 8 uomini e quattro donne, lo ha ritenuto colpevole per tre accuse complessive mentre non ha raggiunto l’unanimità su altre tre incriminazioni.

Nello specifico, Weinstein è stato giudicato colpevole di stupro, copulazione orale forzata e un altro conteggio di cattiva condotta sessuale che coinvolge una donna nota come Jane Doe 1.

Jane Doe 1 è una modella italiana e, dopo la condanna, ha presentato un’azione civile contro l’ex re di Hollywood. Lo riporta il Los Angeles Times. Il legale della donna spiega: “l’azione legale punta a far ottenere un risarcimento alla donna per l’orribile stupro che ha subito e per tutto quello che ha sofferto negli ultimi 10 anni a causa dello stupro”.

Non è stata presa una decisione per le accuse che coinvolgono Jennifer Siebel Newsom, la moglie del governatore della California Gavin Newsom.

L’ex produttore ha reso noto che ricorrerà in appello. Il suo portavoce ha dichiarato che l’uomo “è determinato a continuare il suo procedimento legale per dimostrare finalmente la sua innocenza”.

Tramite un comunicato è stato sottolineato che “Harvey è deluso dal verdetto” e che la testimonianza su cui è basata la sua condanna “fornisce una solida base per un appello”.

Weinstein sta già scontando una pena a 23 anni di prigione dopo il primo processo tenutosi contro di lui a New York; adesso rischia un prolungamento della pena di altri 24 anni.

di: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/ETIENNE LAURENT