Prima ancora di essere la Festa dei Lavoratori, il primo maggio è soprattutto Festa della natura. Le ghirlande e i picnic, insieme alle bandiere delle piazze, ci ricordano ancora una volta che il lavoro nobilita l’uomo solo quando lo rispetta

Chi si premia con un giorno di vacanza, chi celebra lavorando: la convenzione più diffusa al mondo vuole che la Festa dei Lavoratori ricorra il primo di maggio. Esiste una precisa motivazione storica per spiegare questa data, ma il legame simbolico fra il maggio fiorito e il lavoro rivendicato va ben oltre le lotte sindacali del 20esimo secolo: basta pensare che in greco le parole “agricoltura” e “lavoro” possono tradursi con il medesimo lemma “ergon” (ἔργον), termine che sta a indicare anche il frutto prodotto da un lavoro. E non rincorreremmo ad un archetipo bucolico e arcaico se ancora oggi tracciassimo un parallelo e unissimo con un filo rosso il lavoro e la terra: dopotutto, è quanto già succede in diverse parti del mondo e le coincidenze, quando si tratta di tradizioni, spiegano ben poco.

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Manifestazione nazionale di Cgil e Uil per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la difesa e il rafforzamento della sanità pubblica, una riforma fiscale e la tutela dei salari, Roma, 20 aprile 2024 (ANSA/ANGELO CARCONI)

Perché si festeggia il primo maggio?

Cominciamo con la storia a noi più vicina, che ci spiega perché ancora oggi in (quasi) tutto il mondo il primo maggio si celebra la Festa dei Lavoratori. La celebrazione ufficiale venne introdotta nel 1890 da quella che si sarebbe ricordata come la Seconda Internazionale, l’organizzazione sovranazionale che dal 1889 al 1916 raccolse tutti i partiti socialisti europei. Riunitosi a Parigi, il congresso dell’Internazionale decise che tutti i lavoratori (proletari) del mondo incrociassero le braccia per un giorno, per rivendicare nuovi diritti e vigilare sul rispetto di quelli ottenuti e, come spesso accade, si scelse una data simbolica.

L’evento scatenante erano state le proteste dei lavoratori oltreoceano, negli Stati Uniti, dove le associazioni sindacali erano già tenute sott’occhio ma non per questo meno attive, anzi. Il primo maggio del 1886 era stato indetto uno sciopero nazionale sul tema, all’epoca rivoluzionario, di un tetto massimo di 8 ore lavorative al giorno. Nello Stato dell’Illinois, in particolare, era stata promulgata una legge che pur imponendo il tetto lavorativo vi aggiungeva una serie di condizioni e cavilli che ne avrebbe radicalmente ridimensionato l’applicazione – fatta la legge, trovato l’inganno. 

Manifestazione dei sindacati contro le morti sul lavoro, Napoli (ANSA/CIRO FUSCO)

Così quel primo maggio, e nelle giornate successive, a Chicago sfilano cortei di proteste partecipatissime, espressione locale di quella Grande Rivolta promessa dai sindacati in tutto il Paese. Nella Città del Vento, però, le rivendicazioni salariali, le proteste contro i licenziamenti e le richieste di un orario di lavoro più umano si macchiano di sangue. Il 3 maggio gli operai della fabbrica produttrice di mietitrebbie McCormick stanno protestando contro dei licenziamenti programmati. Ci sono dei disordini, la polizia spara e uccide 6 lavoratori. Di risposta, il giorno successivo in piazza Haymarket si riaccendono gli scontri fra gli operai di un’organizzazione anarchica e la polizia, intervenuta per interrompere la manifestazione. Dalla folla qualcuno lancia un ordigno esplosivo contro le forze dell’ordine, che di risposta aprono il fuoco. I morti totali sono 10. Non fu che una delle tante micce accese e poi effettivamente esplose nel Paese e altrove: il primo giorno del mese di maggio venne assunto come data simbolica per celebrare la Festa dei Lavoratori.

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La Festa dei Lavoratori in Italia 

In Italia la Festa del Lavoratori è stata introdotta nel 1891, seguendo le indicazioni dell’Internazionale. La data del primo maggio, in effetti, appare tanto più simbolica se si pensa che non di rado negli anni avvenire proprio i primi giorni di maggio avrebbero dato adito a ingenti manifestazioni, talvolta anch’esse sfociate nel sangue. «Il proletariato d’Europa e d’America passa in rivista le sue forze mobilitate per la prima volta come un solo esercito. E lo spettacolo di questa giornata aprirà gli occhi ai capitalisti» scriveva Friedrich Engels estasiato dalle manifestazioni sindacali che fioccavano in tutto il mondo occidentale. Quanto all’esperienza italiana, si ricorda spesso della strage di Portella della Ginestra, nel palermitano, avvenuta il primo maggio del 1947. Nel corso di una protesta di lavoratori che manifestavano contro il latifondismo e le sue ingiustizie sociali, un gruppo di banditi affiliati con la mafia e guidati da Salvatore Giuliano spara sulla folla, uccidendo 12 persone fra cui tre minori di 13 anni. I mandanti della strage resteranno per sempre ignoti.

Valladolid, Spagna, celebrazioni per il primo di maggio (EPA/NACHO GALLEGO)

Primo maggio: una festa censurata

La festa del primo maggio, per ragioni storiche di facile comprensione, venne spesso avversata dai Governi più o meno autoritari chiamati a rispondere a sempre più insistenti ondate di proteste. In Italia la festa del primo maggio venne abolita negli anni del fascismo, che ne aveva istituita una parallela il 21 aprile, per poi tornare rossa nel calendario nel 1947 (anno della strage di Portella della Ginestra). Accadde quasi immediatamente anche negli Stati Uniti, da dove tutto era iniziato.

L’opinione pubblica del Paese era molto guardinga rispetto a questi movimenti di protesta che parevano fuori dal controllo, senza contare che spesso alla dinamica classista si sovrapponeva quella xenofoba essendo i movimenti operai composti da molti immigrati. Per questo, con il preciso scopo di sconsacrare la festa socialista dell’Internazionale, il presidente statunitense Grover Cleveland nel 1894 istituì un nuovo Labour Day. Il Giorno del Lavoro, ogni primo lunedì di settembre, è ancora oggi celebrato negli Stati Uniti e in Canada e ricorre con i festeggiamenti per la fine dell’estate. E forse non è un caso.

Il lavoro dell’uomo e il lavoro della terra

Oggi in tutto il mondo la Festa dei Lavoratori viene celebrata con riti diversi, spesso in date diverse anche se il primo maggio risulta la ricorrenza più adottata. In molti Paesi si è istituito un giorno festivo, in altri, i frugali Paesi Bassi e la Danimarca, si tengono delle celebrazioni ma si va coerentemente a lavorare. In generale però è facile notare come non di rado la festa del lavoro coincida con celebrazioni legate alle stagioni. Feste di buon auspicio primaverile quando si festeggia la data dell’internazionale o rituali nostalgici quando si celebra la fine dell’estate, come negli Stati Uniti. 

Sciopero dei sindacati degli sceneggiatori e degli attori, Los Angeles, California (EPA/CAROLINE BREHMAN)

L’allegorismo con cui si celebra il risveglio della natura, o i frutti della sua prodigiosa opera, richiama il simbolismo delle lotte dei lavoratori non solo per una coincidenza del calendario. L’ibridismo tra i due è invece evidente in tutti quei Paesi, non pochi, in cui le tradizionali celebrazioni per la primavera hanno mantenuto il primato rispetto a quelle introdotte in epoca contemporanea per i diritti dei lavoratori, che sono comunque state inglobate al loro interno. Succede nel Regno Unito, dove il quinto mese dell’anno segna parate, danze e performance attorno al Maypole Dancing, il “palo di maggio”. Accade anche in Grecia, dove il primo maggio si celebra la Protomagia (letteralmente, “primo di maggio”), una festa interamente dedicata alla primavera e alla sua natura, specialmente ai fiori. Spettacoli floreali, picnic fuori porta e decorazioni colorate prendono il sopravvento. È un esempio ibrido, in tal senso, anche la Finlandia dove in occasione del Vappu lavoratori e studenti si dedicano momenti di riposo e festeggiamenti immersi nella natura.

Altrove i fiori vengono prestati ai lavoratori: in Germania, dove si celebra l’antica tradizione della Danza verso Maggio in onore della primavera, si usa esibire un garofano che ricorda lotte e conquiste socialiste del Novecento. Diverso discorso per i garofani che si sfoggiano in Portogallo, dove il primo di maggio si commemorano le vittime della dittatura oltre all’omonima rivoluzione del 1974, o in Francia dove la festa del primo maggio è stata istituita dal maresciallo Philippe Pétain nel 1941 ma ancora oggi si rispetta la tradizione di regalare un mazzetto di mughetto di buon auspicio, rito edotto dalla cultura popolare celtica.

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La cerimonia del mughetto per il primo maggio al Palazzo dell’Eliseo, 2013 (EPA/YOAN VALAT)

Che oggi le celebrazioni per il Lavoro e i Lavoratori ricalchino gli antichi festeggiamenti per la natura sbocciata non è un caso, lo abbiamo detto. La sovrapposizione delle ricorrenze dovrebbe invece fornire un motivo ulteriore di riflessione sul significato ultimo dell’opera umana e del suo rapporto con la terra, ed ecco perché la Festa dei Lavoratori è davvero la festa di chiunque, con le proprie mani e il proprio ingegno, si sia ritagliato un suo pur piccolissimo ruolo nella società. Perché nessun fiore è inutile per far grande una primavera. Per ricordare, definitivamente, che il lavoro nobilita l’uomo solo quando lo rispetta.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/DIMITRIS TOSIDIS