Intervista a Mauro Fabris, Presidente nazionale della Lega Pallavolo Serie A femminile: la pallavolo femminile italiana, sul tetto del mondo, si conferma ancora una volta un modello mondiale

Tutta la Nazione le ha viste, forse per la prima volta, ma il Mondo le conosceva già, anche prima di quell’11 agosto. Quell’oro olimpico conquistato a Parigi dalle atlete dell’Italvolley non è un riconoscimento arrivato per caso, ma è il compimento di un percorso iniziato molto tempo prima, in altri luoghi, ad altri livelli. Una strada che negli anni ha portato la pallavolo femminile italiana ad essere riconosciuta a livello internazionale per il talento delle sue promesse, certo, ma anche per la sua organizzazione e per la costruzione di un ambiente dove quelle stesse promesse potessero crescere. 

È di quell’ambiente, quello dei club, che parliamo con Mauro Fabris, Presidente nazionale della Lega Pallavolo Serie A femminile. «La medaglia d’oro alle Olimpiadi non è un risultato casuale – ci conferma, – al contrario è il risultato di un lungo lavoro di crescita continua della pallavolo femminile, per lungo tempo la Cenerentola del movimento della pallavolo intesa nel suo complesso. Basti pensare che, mi piace molto fare questo esempio, fino a qualche tempo fa gli arbitri ricevevano compensi diversi per arbitrare le partite di maschile e per arbitrare le partite di femminile, nel primo caso i compensi erano più alti. Lo stesso discorso valeva per i montepremi, ad esempio la CEV Champions League in Europa, dove anche in questo caso la maschile riceveva di più in termini di premi. Quello fatto in questi anni, quindi, è stato un percorso sia a livello nazionale che a livello internazionale per qualificare la pallavolo femminile italiana, percorso fatto insieme alla Federazione. Ad esempio siamo l’unico campionato, e lo saremo ancora perché l’esperimento proseguirà, a vantare la presenza del Club Italia [n.d.a., fondato nel 1998 da un’idea del tecnico Julio Velasco], il club delle promesse azzurre, provenienti dai vivai delle varie squadre della penisola, che si allena e gioca in casa al Centro Pavesi di Milano, il centro federale FIPAV. Lì le atlete si allenano, crescono, vengono formate, e soprattutto partecipano regolarmente ai campionati di Serie A1 e ai campionati di Serie A2. Siamo gli unici al mondo ad avere un’esperienza di questo tipo, esperienza che ha come obiettivo quello di far crescere le giovani atlete in un ambiente estremamente competitivo, a contatto con le grandi top player con le quali allenarsi e con le quali giocare in un clima agonistico. La bontà del progetto è dimostrata dai risultati: tutta la Nazionale che lo scorso agosto ha vinto l’oro olimpico ha fatto parte del Club Italia. Ovviamente ospitare nel campionato nazionale di massima serie una “nazionale” chiamata, appunto, Club Italia non ha sempre fatto piacere ai club: si è trattato spesso di partite che richiamavano poco pubblico, ad esempio, e le trasferte al Centro Pavesi, che è poco più di una palestra, non erano sempre l’ideale per chi gioca in Serie A, ma è stato un sacrificio che abbiamo fatto convintamente perché abbiamo sempre pensato che i risultati del movimento nel suo complesso sono risultati che si raggiungono con lo sforzo di tutti». 

Il Presidente nazionale della Lega Pallavolo Serie A femminile Mauro Fabris. Crediti: FILIPPO RUBIN / LVF

E i risultati sportivi, nella stagione conclusa 2023-2024 e nella stagione in corso 2024-2025, non mancano di certo. «I risultati di questo percorso fatto negli anni sono la medaglia olimpica, come detto, ma sono anche le tre squadre italiane che vincono tutte e tre le competizioni europee per club nella stagione che si è appena conclusa [n.d.a., la Prosecco Doc Imoco Conegliano ha vinto la CEV Champions League, la Reale Mutua Fenera Chieri ’76 ha vinto la Coppa CEV, la Igor Gorgonzola Novara ha vinto la Challenge Cup]; sono la Prosecco Doc Imoco Conegliano e la Numia Vero Volley Milano che lo scorso 22 dicembre sono arrivate rispettivamente prima e terza nel Campionato mondiale per club FIVB 2024 a Hangzhou, in Cina; sono tutte le squadre italiane partecipanti che hanno superato la fase a gironi delle competizioni europee per club nella stagione in corso, accedendo alla seconda fase». Il momento in cui scriviamo, infatti, vede la Savino Del Bene Scandicci e la Prosecco Doc Imoco Conegliano proiettate verso i quarti di finale in CEV Champions League, la Igor Gorgonzola Novara in semifinale per la Coppa CEV e la Reale Mutua Fenera Chieri ’76 e la Smi Roma Volley Club contendersi la finale per la Challenge Cup.

I successi sportivi, però, ci ricorda il Presidente Fabris, sono portati avanti anche da una macchina ben oliata. «Questi risultati sono anche il frutto dell’organizzazione: si dimentica spesso che in Europa e nel mondo siamo apprezzati per l’organizzazione dei nostri club, le nostre strutture societarie. E anche su quel fronte è stato fatto un lavoro di rafforzamento della struttura, del patrimonio, dei bilanci, delle figure professionali, ma anche di rafforzamento della qualità dell’immagine che i club devono dare di loro stessi, di come devono comunicare. Non è un caso che, dopo il calcio, la nostra è la prima lega per numero di followers più seguita attraverso i social [n.d.a., su Instagram il profilo @legavolleyfemminile conta 226 mila followers contro i 142 mila di @legavolley]. Non bisogna poi dimenticare che negli anni abbiamo qualificato il movimento con il tappeto rosa, abbiamo creato la prima Web TV, la LVF TV, che poi abbiamo ceduto alla Federazione internazionale, la FIVB, che ha costruito un network sul nostro modello a livello mondiale, la VBTV. È stato un lavoro di complessiva rigenerazione che ci ha consentito di avere non più mecenati ma investitori e oggi vantiamo importanti marchi soprattutto nazionali ma anche internazionali che investono sul campionato o sulle singole squadre».

Proprio a livello organizzativo, dopo i traguardi raggiunti, la vera sfida inizia adesso, come ci racconta il Presidente Fabris: «adesso per noi inizia un momento ancora più impegnativo perché dobbiamo riconfermarci, affrontare la sfida dell’essere “sul tetto del mondo” dimostrando di poter mantenere questa posizione. L’interesse nei nostri confronti ovviamente è cresciuto tantissimo e noi stiamo accogliendo questa nuova sfida immaginando quali nuove vie percorrere per essere ancora più visibili. In questo senso abbiamo già preso alcune decisioni. Alcuni mesi fa abbiamo deciso di aprire la gestione dei nostri diritti a nuovi soggetti sia nel campo del marketing che nel campo dei media, proprio per avere maggiore visibilità. Il nostro obiettivo è rendere la pallavolo accessibile, visibile e fruibile a quante più persone hanno desiderio di approcciarsi e proprio visto il grande seguito che ha ottenuto. Alla fine dei contratti in essere con i nostri partner, con cui siamo cresciuti moltissimo in passato, abbiamo deciso di cambiare perché ci sono nuove strade da esplorare. Tra queste, ad esempio, ci sono i canali social delle atlete, che possono diventare veicolo per diffondere ancora di più a livello nazionale e nel mondo la nostra pallavolo. Ormai è chiaro che le generazioni più giovani, ma non solo, amano guardare e seguire attraverso i social network i propri beniamine e le proprie beniamine. Noi vorremmo trovare il modo, e sono sicuro che ci riusciremo, di far vedere le partite del nostro campionato attraverso questi canali e raggiungere così, se si sommano i followers delle atlete, decine di milioni di persone nel mondo. Questo influenzerebbe anche l’appeal sugli sponsor, ovviamente, con la possibilità di avere più spazio e, attraverso questi nuovi partner, moltiplicare le sponsorizzazioni destinando pubblicità diverse a utenti diversi».

Il Presidente Fabris alla presentazione del Campionato Pallavolo Serie A femminile 2023-2024. Crediti: FILIPPO RUBIN / LVF

Il cambiamento prospettato da Fabris avrà inizio con un’importante novità: «abbiamo deciso, con l’approvazione quasi unanime di 31 club su 34, di intraprendere questa nuova via con la costituzione di una newco con soggetti diversi, una mossa anche sfidante per noi in termini economici. La novità, dunque, è proprio lo sviluppo di modello dell’ecosistema pallavolo diverso da quello che fin qui tutti hanno seguito in maniera tradizionale, ovvero la cessione tout court dei diritti d’immagine e televisivi a soggetti terzi che li gestiscono e, quindi, decidono, ad esempio, quali brand inserire sul campo da gioco o a chi far vedere le partite e a che prezzo. Noi in questo panorama abbiamo deciso di costituire una newco di cui la Lega controllerà il 60%; non conosco altri esempi di questo tipo nel mondo dello sport, esempi di innovazione, di novità, sfidanti, ma, come sta facendo ormai da 15 anni a questa parte, la pallavolo femminile anticipa spesso situazioni che poi gli altri seguono. All’inizio del mio mandato [n.d.a., il Presidente Fabris è stato eletto Presidente nazionale della Lega Pallavolo Serie A femminile nel 2006 e poi riconfermato 8 volte, l’ultima nel 2023] mi affidai a un’agenzia terza per la gestione dell’immagine, degli eventi, dei diritti in generale, e da lì siamo cresciuti moltissimo, ad esempio con i primi contratti con Sky, implementando anche una serie di cambiamenti pratici, come l’intervista agli allenatori prima delle partite e altri dettagli che nel tempo hanno attratto gli investitori». 

Sport e cittadinanza: leggi Italiani veri

Il valore agonistico del campionato italiano, così come la sua organizzazione, hanno negli anni attirato moltissime atlete straniere: «nel campionato italiano giocano atlete provenienti da 30 Paesi, a livello internazionale è considerato come l’università della pallavolo. Le atlete vengono a giocare in Italia perché abbiamo un campionato molto agonistico, a differenza di altri campionati dove ci sono una o due squadre di livello superiore. L’unico campionato con cui si può ragionevolmente comparare il nostro campionato è quello turco che tuttavia, a differenza del nostro, può contare su importanti aiuti pubblici, con club sostenuti dalle banche se non addirittura dallo Stato». E questo appeal, secondo Fabris, non sarà messo in crisi neanche dalle novità provenienti da Oltreoceano, cioè dagli Stati Uniti, dove stanno nascendo nuove leghe professionistiche. «Gli Stati Uniti hanno già annunciato quattro leghe – ci racconta il Presidente, – anche in vista delle Olimpiadi che ospiteranno [n.d.a., nel 2028 Los Angeles ospiterà i Giochi della XXXIV Olimpiade, ribattezzate appunto Los Angeles 2028]. Certo, loro hanno dotazioni finanziarie importanti, ma mi fa piacere dire che hanno attinto fortemente, e da più punti di vista, dal campionato italiano: oltre al tema delle atlete, con alcune che hanno giocato in Italia, importanti seppur non di primissima fila, c’è quello degli allenatori, con Marco Bonitta e Massimo Barbolini che allenano le squadre di Austin e Houston che militano nella League One Volleyball Pro. Entrambi hanno allenato la Nazionale italiana, Barbolini era con Velasco a Parigi [n.d.a., con il ruolo di vice allenatore insieme a Lorenzo Bernardi come terzo allenatore], lo scorso anno ha guidato la Savino Del Bene Scandicci nella sfida per lo scudetto contro la Prosecco Doc Imoco Conegliano. Da noi hanno preso poi l’idea del campo rosa, può sembrare un dettaglio ma è stata un’importante novità per far sì che la pallavolo femminile si potesse distinguere a livello televisivo. Noi però non siamo spaventati, al contrario, la competizione è lo stimolo che ci serve e infatti, come già visto, non stiamo affatto dormendo sugli allori. Sicuramente hanno molto cammino da percorrere e non è detto che rappresentino per noi una minaccia. Lo abbiamo visto negli ultimi anni anche con il calcio: la nascita delle leghe americane o arabe non ha sminuito il campionato italiano o quello inglese, francese, spagnolo che, al contrario, restano noti in tutto il mondo. Quello che per noi è importante è continuare a mantenere il nostro appeal nei confronti di investitori e sponsor, dal momento che il 90% delle nostre entrate proviene da risorse private, e sono sicuro che il campionato italiano manterrà ancora a lungo questa attrattività». 

Anche l’attrattività nei confronti delle atlete non è messa in discussione, tra i fattori principali, come sottolinea il Presidente Fabris, ci sono il livello agonistico del campionato ma anche la qualità della vita che un Paese come l’Italia può garantire. «Da un punto di vista economico, gli Stati Uniti hanno il salary cap quindi quello non è un aspetto che per il momento può mettere a rischio le nostre rose. Poi ci sono cose che contano anche più dei soldi: ad esempio molte atlete si sono mosse tra l’Italia e la Turchia, ma spesso a fare la differenza è l’ecosistema nel suo complesso. Negli ultimi anni la Prosecco Doc Imoco Conegliano ha primeggiato ma nel complesso la competizione è ben distribuita tra più club, in Turchia al contrario a farla da padrone sono due squadre, squadre con panchine molto lunghe, è vero, che però puntano soprattutto alla CEV Champions League, alle competizioni internazionali. C’è poi l’aspetto della qualità della vita: le atlete straniere che arrivano in Italia si trovano circondate da numerose attrattive, numerose possibilità. Quello che noi offriamo è una situazione ideale». 

Certo, non mancano i ma: nel caso della pallavolo femminile italiana un importante freno alla crescita è il mancato apporto dello Stato, in particolare sul tema degli impianti sportivi. «C’è un tema di impiantistica e c’è un tema di contributi che non abbiamo – nota Fabris. – Rispetto ad altri Paesi europei, come Polonia, Serbia, Germania, Francia, siamo molto indietro negli impianti, in tutta Italia abbiamo solo cinque o 6 impianti omologati per le competizioni internazionali. Lo si vede, ad esempio, nella geografia dei club: perché da Roma in giù non abbiamo squadre in Serie A1? È un tema sul quale le istituzioni devono intervenire, non solo per la pallavolo femminile, ma in generale per il mondo dello sport e per la popolazione». È con questo appello che si conclude la nostra conversazione con il Presidente Fabris: anche se il movimento della pallavolo femminile ha egregiamente dimostrato di poter camminare sulle sue gambe per arrivare sul tetto del mondo, il tema dell’intervento statale è centrale in un percorso di crescita continua e duratura.

In copertina – La finale della Fineco Supercoppa italiana Pallavolo Serie A Femminile 2024-2025 disputata lo scorso 28 settembre a Roma tra Prosecco Doc Imoco Conegliano e Numia Vero Volley Milano. Crediti: FILIPPO RUBIN / LVF