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A Kiev il vertice Ue-Ucraina. Bombe su Izyum: morti due fratelli

I leader dell’Unione europea sono a Kiev per un vertice con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

In agenda l’adesione dell’Ucraina all’Ue, i nuovi pacchetti di aiuti e le sanzioni alla Russia.

Di nuovo a Kiev per il vertice Ue-Ucraina con Volodymyr Zelensky, Ursula von der Leyen e Josep Borrell. Non ci sarà tregua nella nostra determinazione“, ha scritto in un tweet il presidente del consiglio Ue Michel.

La conferenza stampa

Durante la conferenza stampa, il presidente ucraino ha parlato della situazione al fronte. «Nessuno cederà Bakhmut. Combatteremo finche’ potremo. Consideriamo Bakhmut la nostra fortezza e i nostri eroi i caduti nella sua difesa. Se acceleriamo la fornitura di armamenti a lungo raggio, non solo riusciremo a trattenere Bakhmut ma anche a riprendere il Donbas occupato dal 2014. Noi pensiamo che la Russia voglia prendersi l’Est. La nostra resistenza dipende dalle armi e dalla motivazione. Io penso che sin dall’inizio lo spirito ci ha aiutato. In alcune città ci potrebbe esser stato un rilassamento e penso che rilassarsi sia un segno di debolezza. Dobbiamo rafforzare lo spirito e ricordare come tutto è iniziato. Il nostro compito è non permettere una vendetta dei russi, un’invasione. La mia gratitudine per il sostegno fornito dagli Stati Ue e la richiesta di nuovi armi sarebbero stati alla base di un incontro a Bruxelles ma francamente ci sono troppi rischi. Charles (Michel) lo sa perché ne abbiamo discusso diverse volte. Io vorrei davvero viaggiare ma ci sono troppi rischi perché la Russia cerca vendetta. Inoltre con franchezza dico che ho sentito il sostegno dei vertici dell’Unione Europea ma, sulle sanzioni, non di tutti i Paesi europei».

Le sanzioni alla Russia

Il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel si è concentrato sulle sanzioni alla Russia: «voglio dirlo chiaramente: noi vi sosterremo in ogni modo per tutto il tempo necessario. Non siamo intimiditi e non ci faremo intimidire dal Cremlino perché l’Ucraina e l’Ue sono una famiglia. Il futuro dell’Ucraina è nell’Unione europea. Il popolo ucraino, voi, avete fatto una chiara scelta per la libertà, la democrazia e lo Stato di diritto. E noi, l’Ue, abbiamo deciso che il vostro futuro e’ con noi, nella nostra comune Unione europea. Il vostro destino è il nostro destino. Ed è per questo siamo qui, al tuo fianco. L’Ue ha già adottato nove pacchetti di sanzioni e dobbiamo fare di più. Faremo di più. Un decimo pacchetto di sanzioni è stato progettato. Queste sanzioni stanno funzionando».

Infine, Ursula von der Leyen ha dichiarato: «dopo una visita all’ufficio postale c’è stato un allarme aereo e siamo dovuti andare nel rifugio: è simbolico, è la realtà di tutti i giorni in Ucraina. Chi ha causato questo deve pagare, stiamo esplorando le diverse opzioni con i nostri partner, stiamo valutando quali basi giuridiche percorrere ma per noi è importante che ci sia la volontà politica che la Russia paghi. Il decimo pacchetto di sanzioni è in arrivo. Abbiamo l’obiettivo di metterlo in atto entro il 24 febbraio. Ha un volume di circa 10 miliardi di euro, è un enorme pacchetto. Il piano è di concentrarsi ancora una volta sulla tecnologia che può e non deve essere utilizzata dalla macchina da guerra russa. In altre parole, esaminiamo più a fondo i componenti che sono stati trovati, ad esempio nei droni, per assicurarci che non ci sia disponibilità per la Russia. Il pacchetto conterrà anche proposte per combattere l’elusione delle ultime sanzioni».

L’adesione all’Ue

«Il nostro obiettivo è chiaro: vogliamo avviare i negoziati sull’adesione dell’Ucraina all’Unione europea – ha esordito Zelensky in conferenza stampa. – Il nostro grande obiettivo è avviare i negoziati per l’adesione dell’Ucraina all’Ue quest’anno. Nella dichiarazione congiunta viene esplicitata l’intenzione di avviare i negoziati il prima possibile e noi ci stiamo già preparando. La Russia sta cercando di cambiare a suo favore la situazione al fronte e, per evitare che ciò accada, l’aspetto chiave per noi è accelerare la consegna di armi dai nostri partner. Più forniture di armi a lungo raggio e di artiglieria avremo a disposizione, più in fretta potremo usare i carri armati occidentali in Ucraina e più efficace sarà la nostra difesa aerea».

«Voglio essere estremamente chiaro: da una parte ci sono enormi sforzi fatti dall’Ucraina per fare progressi, dall’altra la Commissione dovrà presentare un rapporto dopo l’estate nel pacchetto sull’allargamento. E il Consiglio europeo, entro l’anno, dovrà valutarlo e decidere all’unanimità. Funziona così. Siamo fiduciosi per la volontà ucraina di attuare le riforme necessarie ma questo processo richiede l’unanimità. Entro l’anno il Consiglio europeo dovrà decidere sul processo. È un processo che si basa sul merito. Ci sono degli obiettivi da raggiungere, non c’è una tabella di marcia. I Paesi fondatori dell’Ue sono 6, ora siamo 27. Vuol dire che ci sono 21 storie diverse di adesione all’Ue», ha risposto Charles Michel.

Cremlino smentisce proposta di pace

Il Cremlino ha smentito la “proposta di pace” che avrebbe ricevuto dagli Usa. La notizia era stata pubblicata nei giorni scorsi e sosteneva che il capo della Cia, William Burns, avrebbe offerto al presidente russo, Vladimir Putin, il 20% del territorio ucraino in cambio della pace.

Si tratta di una bufala“, ha commentato il portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov.

Medvedev parla di “morte dell’Ucraina”

Fanno discutere le parole del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev, che ha dichiarato che la prospettiva del “completo fallimento dello Stato ucraino” e della sua “inevitabile fine” è chiaramente visibile e l’Occidente assisterà silenziosamente alla “morte” dell’Ucraina.

Rincara la dose la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che dice: «l’Europa occidentale, cadendo in recessione e avendo perso da tempo l’abitudine alla sopravvivenza, sta affondando con l’Ucraina legata ai suoi piedi».

Al fronte

La guerra in Ucraina è al 345esimo giorno.

Da Berlino è arrivata l’autorizzazione per l’invio di carri armati Leopard in Ucraina. La conferma arriva dal portavoce del governo Steffen Hebestreit, come riportano i media locali. Non sono state date indicazioni circa le modalità, le forniture e il numero dei carri armati che arriveranno a Kiev.

Stamattina, 3 febbraio, in tutte le regioni è scattata l’allerta aerea: dalla Bielorussia si è alzato in volo un caccia Mig-31K, potenziale vettore del missile ipersonico russo Kinzhal.

Piovono bombe anche sul distretto di Izyum. L’attacco, intorno alle 4:30 di questa mattina, ha provocato la morte di due fratelli di 49 e 42 anni. Ferito il padre 70enne.

Intanto il commissario ucraino per i diritti umani ha accusato i russi di aver rapito bambini dal suo Paese per alimentare il traffico sessuale.

Il New York Times ha riportato un dato importante: il numero di soldati russi uccisi e feriti in Ucraina si avvicina a 200mila. Questo è “un chiaro simbolo di quanto sia andata male l’invasione del presidente Vladimir Putin“.

Secondo l’intelligence ucraina, inoltre, Putin ha ordinato al suo esercito di impadronirsi entro marzo delle regioni di Lugansk e Donetsk.

di: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/SERGEY DOLZHENKO