La Russia ammonisce anche Tel Aviv: “non fermate le armi da Siria a Ucraina”, decine di attacchi in Donbass nelle ultime 24 ore
Il Cremlino ha redarguito Tel Aviv, dopo alcune tensioni in seguito allo spostamento di arsenali bellici di Mosca dalla Russia (dove erano stati dislocati in funzione di sostegno al regime di Assad) all’Ucraina; si tratterebbe di equipaggiamento di difesa. La Russia avrebbe infatti “pregato” Israele di non interferire negli sforzi di spostare questi elementi sul nuovo fronte europeo. Lo ha diffuso la rete televisiva pubblica israeliana Kan, aggiungendo che sarebbero in corso colloqui con ufficiali russi.
L’ambasciata russa per ora ha scelto di non commentare la notizia. Il fronte siriano ha visto contrapposti Mosca e Tel Aviv, la prima a sostegno del regime di Bashar al Assa, il secondo a spalleggiare le milizie islamiche anti governative, tra cui alcune cellule scaturite dalla dissoluzione di Isis (non quindi da confondere con l’altra fazione antigovernativa, quella del Rojava).
Prove generali di alleanze?
Il ministro russo della difesa Serghej Shojgu è volato a Minsk in queste ore per incontrare il suo omologo Viktor Khrenin e siglare con lui una serie di emendamenti al Trattato dell’Unione Russia e Bielorussia, risalente al 1997. L’incontro è particolarmente cruciale dopo un periodo di tensione a seguito della morte del ministro degli esteri bielorusso in circostanze sospette. A distendere gli animi una telefonata tra Vladimir Putin e Aleksandr Lukashenko. La nuova intesa potrebbe portare non pochi problemi all’Ucraina, che rischia così di trovarsi nuovamente impegnata su due fronti; non è inoltre da escludersi un maggiore coinvolgimento del regime bielorusso nelle prossime mosse del Cremlino.
Media Inglesi: “per la Russia è pronta una nuova Norimberga”
Circola in queste ore nelle aule della Nazioni Unite una bozza di risoluzione per un tribunale, sull’impianto di quello che fu il Tribunale di Norimberga contro i quadri e i gerarchi del partito nazista, che giudichi la leadership russa sui crimini di aggressione e contro l’umanità commessi in Ucraina. Lo scrive il Guardian. Beth Van Schaack, ambasciatrice statunitense per la giustizia penale globale, ha dichiarato questa settimana: «È qualcosa a cui il presidente Zelensky tiene molto. Questo è qualcosa che l’ Ucraina vuole e penso che avrà molto peso. La domanda è: avranno i voti all’assemblea generale? Finora, tutte le risoluzioni dell’assemblea generale sull’Ucraina hanno prevalso. I numeri sono stati piuttosto forti».
Finora, secondo l’Ucraina, la forza della Corte internazionale era stata stornata dal fatto di non poter perseguire i mandanti dell’aggressione – tra cui l’inquilino del Cremlino, Vladimir Putin. Van Schaack non esclude la soluzione dei processi in contumacia e ha aggiunto che è possibile che gli Stati Uniti possano declassificare materiale di intelligence per rendere pubblici documenti finora segretati e aiutare così la giustizia internazionale a ottenere nuovi elementi di prova.
Controffensiva in Donbass
Le forze armate ucraine intanto aggiungono un tassello alla mappa dei territori riconquistati: i combattenti dell’unità speciale Karlson hanno infatti innalzato la bandiera ucraina sulla riva sinistra di Kherson. Il versante destro sul Dnipro era stato liberato lo scorso 15 novembre.
In Donbass prosegue invece incessante l’offensiva russa che solo nelle ultime 24 ore ha lanciato decine di attacchi, “oltre 30 con sistemi missilistici” e “16 attacchi aerei” lungo la linea di contatto, come precisano le Forze armate di Kiev. I lanci hanno colpito anche diverse infrastrutture civili nelle regioni di Kharkiv, Kramatorsk e Donetsk.
Dal fronte ucraino si solleva una nuova accusa nei confronti di Mosca. Stando a quanto riportato dal Kiev Independent, le truppe russe starebbero lanciando mediante dei droni granate lacrimogene alla clorpicrina K-51 di fabbricazione sovietica nei loro attacchi nell’est del Paese. Si tratta di armi chimiche e biologiche il cui uso sarebbe proibito dal Protocollo di Ginevra. «Per proteggersi dal forte effetto irritante delle munizioni proibite – spiegano le fonti militari ucraine – i marines hanno mantenuto le loro posizioni indossando indumenti di protezione chimica».
Ancora blackout in una Kiev gelata
La società elettrica Dtek ha annunciato nuove emergenze blackout a Kiev e in tutta la regione della Capitale, precisando di non riuscire a far fede alle interruzioni programmate. Un annuncio che preoccupa gli abitanti di Kiev dove oggi è prevista una temperatura di -5 gradi. Le interruzioni di corrente di stabilizzazione che dovrebbero scongiurare i blackout totali, spiega ancora il direttore della compagnia Dmytro Sakharuk, saranno possibili solo con l’aumento della capacità del sistema.
di: Marianna MANCINI
aggiornamenti di: Caterina MAGGI
FOTO: EPA/BELARUS PRESIDENT PRESS