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Lo sostiene il direttore dell’agenzia di intelligence: “copione già visto, bisogna impedire esplosioni di violenza”

Il direttore dell’agenzia di intelligence statunitense Cia William Burns teme che la Palestina sia sul punto di sollevarsi con una nuova Intifada. Burns, che di recente ha visitato sia Benjamin Netanyahu che il leader di Fatah Abu Mazen, ha espresso i suoi timori in un intervento alla Georgetown School of Foreign Service.

«Ero un diplomatico senior 20 anni fa durante la Seconda Intifada e – ha spiegato – sono preoccupato, così come i miei colleghi nella comunità dell’intelligence, che ciò a cui stiamo assistendo oggi ha una somiglianza molto infelice con alcune di quelle realtà che abbiamo visto anche allora». Il riferimento è alle tre sollevazioni palestinese note come intifada, che si verificarono negli anni ’80 (Intifada delle Pietre) 2000 (Intifada di Al-Aqsa) e nel 2015 (Intifada dei coltelli).

In due casi su tre le ostilità cominciarono a causa di un’intervento repressivo di particolare entità simbolica da parte di Israele. Per questo Burns ha invitato entrambe le parti a cessare l’uso della violenza. «Nelle conversazioni con i leader israeliani e palestinesi, sono rimasto piuttosto preoccupato dalle prospettive di una fragilità ancora maggiore e di una violenza ancora maggiore tra le parti– ha sottolineato aggiungendo che l’Agenzia vuole lavorare a stretto contatto con entrambi gli schieramenti – in modo da prevenire quel tipo di esplosioni di violenza a cui abbiamo assistito nelle recenti settimane».

di: Caterina MAGGI

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