Sono armi bandite in molti Paesi che aderiscono all’Onu
Joe Biden, presidente degli Stati Uniti, si è dichiarato favorevole alla fornitura di bombe a grappolo a Kiev, armi bandite in più di 100 Paesi che aderiscono all’Onu del 2008 poiché rilasciano molti piccoli proiettili su un’ampia area, e quindi rappresentano un rischio elevato per civili sia durante gli attacchi che in seguito.
Qualche giorno fa il generale Mark Milley, Capo dello Stato Maggiore aveva dichiarato: «gli ucraini lo hanno chiesto, altri paesi europei ne hanno fornito alcune, i russi le stanno usando. C’è un processo decisionale in corso».
Kiev è da tempo che chiede di ricevere queste armi controverse, ma Washington ha fino a questo momento opposto resistenza a causa del loro potenziale in termini di danni indiscriminati ai civili. Adesso che sono state approvate, non è chiaro come gli alleati della Nato vedrebbero la decisione degli Stati Uniti. Più di due terzi dei 30 Paesi dell’Alleanza infatti sono firmatari di una convenzione del 2010 sulle munizioni a grappolo che ne vieta l’uso, la produzione o lo stoccaggio. Gli Stati Uniti, la Russia e l’Ucraina non sono firmatari del divieto.
Cosa sono le bombe a grappolo?
Le bombe a grappolo sono armi che si aprono nell’aria, liberando submunizioni, o “bombette”, che si disperdono su un’area piuttosto ampia e che hanno l’obiettivo di causare distruzione su più bersagli allo stesso tempo. Possono essere lanciate da aerei, artiglieria e missili.
Secondo il Comitato internazionale della Croce Rossa le “bombette” hanno un alto tasso di mancata esplosione, fino al 40% in alcuni conflitti recenti.
Coloro che sostengono il loro divieto ritengono che uccidano indiscriminatamente e mettano in pericolo i civili molto tempo dopo il loro utilizzo.
di: Alice GEMMA
FOTO: EPA/OLIVIER MATTHYS