Questo quanto emerge da una ricerca condotta su 191 esemplari della California
La dieta delle balene che nuotano nella costa della California potrebbe includere fino a 10 milioni di pezzi di microplastiche al giorno.
Il dato è il risultato di uno studio condotto dagli scienziati della Stanford University e della California State University, guidati da da Shirel Kahane-Rapport e Matthew Savoca, e pubblicato sulla rivista Nature.
Il team di ricercatori ha, in particolare, sviluppato dei modelli per calcolare quanta microplastica le balene, definizione che comprende balenottere azzurre, megattere e balenottere comuni, possano ingerire su base giornaliera. Il lavoro prende le mosse dal comportamento di filtraggio di questi mammiferi, dal consumo di prede e dall’habitat inquinato in cui si trovano a nuotare.
Stabilendo che le balene si nutrono principalmente a una profondità di 50-250 metri, dove si trova il maggior numero di microplastiche, e nel confronto con i dati sulla microplastica della California Current, le misurazioni del comportamento di foraggiamento ad alta risoluzione di 191 esemplari ha permesso di stimare che le balenottere azzurre potrebbero consumare circa 10 milioni di pezzi di microplastica al giorno, mentre le megattere potrebbero ingerire fino a quattro milioni di frammenti ogni giorno.
L’ingerimento di tale quantità di materiali inquinanti potrebbe comportare rischi fisiologici e tossicologici, sebbene al momento non se ne conoscano gli effetti a lungo termine, e comunque rappresentano un fattore di stress.
La ricerca, secondo gli autori, dovrebbe ora concentrarsi sulle conseguenze delle microplastiche sulla fauna marina.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: PIXABAY