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Il capogruppo del partito popolare Weber cancella il summit: “il supporto all’Ucraina non è facoltativo”. Tajani: “non condivido decisione”

Le parole di Berlusconi su Zelensky non sono passate inosservate in Europa, nemmeno fra i ranghi del PPE, il Partito dei Popolari Europei cui Forza Italia fa riferimento a Strasburgo. «A seguito delle osservazioni di Silvio Berlusconi sull’Ucraina – scrive su Twitter il capogruppo del PPE Manfred Weber – abbiamo deciso di annullare le nostre giornate di studio a Napoli».

Precisando che “il supporto all’Ucraina non è facoltativo“, Weber ha poi teso un ramoscello d’ulivo ad Antonio Tajani, ministro degli Esteri, e Forza Italia, che “hanno il nostro sostegno e proseguiamo la collaborazione con il governo italiano sui temi dell’Ue“.

Immediata la replica di Tajani: «Berlusconi è Forza Italia. Forza Italia è Berlusconi. Non condivido perciò la decisione di rinviare la riunione di Napoli. Anche perché Berlusconi e Forza Italia hanno sempre votato come il Ppe sull’Ucraina come dimostrano gli atti del PE» è il commento del ministro su Twitter.

Nei giorni scorsi anche il leader dei Socialisti e democratici a Bruxelles Pedro Marques aveva duramente criticato le parole di Berlusconi: «è stato stupefacente ascoltare Berlusconi che giustifica Putin per le sue responsabilità e accusa l’Ucraina per questa guerra» accusava in aula il vicepresidente del gruppo che, notando l’approvazione di Weber durante il suo discorso, si interrompe: «grazie per il suo applauso, signor Weber, lo trovo importante».

«Io parlare con Zelensky? Se fossi stato il presidente del Consiglio, non ci sarei mai andato perché stiamo assistendo alla devastazione del suo paese e alla strage dei suoi soldati e dei suoi civili. Bastava che cessasse di attaccare le due repubbliche autonome del Donbass e questo non sarebbe accaduto, quindi giudico, molto, molto negativamente il comportamento di questo signore»: queste le parole incriminate di Berlusconi, pronunciate domenica 12 febbraio davanti al suo seggio elettorale.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA / ETTORE FERRARI