La più grande acquisizione nella storia dei videogiochi si è trasformata in un campo di battaglia, tra accordi miliardari e antitrust mondiali

È passato poco più di un anno da quando Microsoft, la decana delle big tech, fondata da Bill Gates nel ‘75, ha annunciato la sua intenzione di acquisire Activision Blizzard, la società di videogiochi che ha lanciato Call of Duty, ma anche Guitar Hero e Candy Crush Saga, per la cifra storica di 68,7 miliardi di dollari. L’acquisizione più importante della storia dei videogiochi appare molto incerta, poiché le autorità di regolamentazione in più Paesi hanno o stanno esaminando l’accordo, che potrebbe potenzialmente ribaltare l’industria del settore. Manca ancora l’ok dell’Europa e degli Stati Uniti. Ma come si è arrivati a un simile pantano legale? Ecco le tappe.

18 gennaio 2022: Xbox (di Microsoft) annuncia che avrebbe acquisito Activision Blizzard per 68,7 miliardi di dollari. Tutti gli studi Activision Blizzard, che includono Blizzard ma anche sviluppatori di Call of Duty come Infinity Ward e Sledgehammer, riferirebbero al capo di Xbox Phil Spencer. La spinta principale dell’accordo è che Xbox avrebbe portato quanti più giochi possibile su Xbox Game Pass.

1° aprile 2022: Diversi mesi dopo l’annuncio dell’acquisizione, quattro senatori degli Stati Uniti inviano una lettera alla Federal Trade Commission, in cui delineano la preoccupazione che l’accordo possa cancellare le accuse di cattiva condotta sessuale e altre pratiche ostili sul posto di lavoro, che pendono su alcuni dipendenti.

7 settembre 2022: Jim Ryan di PlayStation definisce la promessa di Call of Duty su Xbox «inadeguata su molti livelli».

12 ottobre 2022: A seguito delle preoccupazioni sollevate dall’autorità per la concorrenza e i mercati del Regno Unito, Xbox afferma che PlayStation è troppo grande per fallire: «la base di giocatori PlayStation rimanente sarebbe significativamente più grande di Xbox», afferma una nota.

31 ottobre 2022: Spencer: «Call of Duty continuerà a essere spedito su PlayStation finché ci sarà una PlayStation a cui spedire».

11 novembre 2022: Xbox offre a PlayStation un accordo di 10 anni per mantenere Call of Duty sulla piattaforma.

8 dicembre 2022: La Federal Trade Commission fa causa per bloccare l’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Xbox, perché potrebbe «danneggiare la concorrenza nelle console di gioco ad alte prestazioni e nei servizi in abbonamento negando o degradando l’accesso dei rivali ai suoi contenuti popolari».

12 dicembre 2022: Spencer cambia tono e afferma che Sony vuole crescere «rendendo Xbox più piccola. PlayStation tenta di bloccare l’acquisizione per proteggere il proprio dominio».

5 gennaio 2023: La CMA del Regno Unito estende le indagini sull’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Xbox e proroga la data della decisione di quasi due mesi.

30 gennaio 2023: Il cco di Activision Blizzard Lulu Cheng Meservey twitta sull’account ufficiale della FTC: «Sony ha un patrimonio di proprietà intellettuale senza rivali, non solo nei giochi, ma anche in TV, film e musica, che possono essere sviluppati in giochi o possono commercializzare giochi esistenti. Non c’è da meravigliarsi che continuino anche a dominare come leader di mercato per le console. Nei giochi, Sony è la prima e se la caverà senza la protezione della FTC».

3 febbraio 2023: I rappresentanti dell’UE emettono un avvertimento formale a Microsoft sui suoi piani di acquisizione, sostenendo che potrebbe tenere Call of Duty lontano dalle console rivali. In risposta, Microsoft ha affermato di «ascoltare attentamente le preoccupazioni della Commissione europea e di essere fiduciosa di poterle affrontare».

8 febbraio 2023: La CMA del Regno Unito pubblica un rapporto provvisorio della sua indagine che solleva diverse preoccupazioni sui piani di Xbox per acquisire Activision Blizzard. Tra queste il rischio di prezzi più alti per i giochi, meno scelte e meno innovazione per i giocatori del Regno Unito. Secondo la CMA, Microsoft rappresenta dal 60% al 70% delle attuali offerte di“cloud gaming” e rendere Call of Duty un’esclusiva potrebbe «alterare il futuro dei giochi». La CMA inoltre afferma che rendere i giochi esclusivi per Xbox «potrebbe ridurre sostanzialmente la concorrenza tra Xbox e PlayStation nel Regno Unito» e «potrebbe danneggiare i consumatori».

21 febbraio 2023: Xbox firma un contratto decennale per portare Call of Duty su Nintendo e Nvidia. Il presidente di Microsoft Brad Smith conferma che questo accordo ha lo scopo di evidenziare che l’acquisizione di Xbox non limiterebbe Call of Duty all’ecosistema Xbox, e quale modo migliore se non portare Call of Duty su una piattaforma che la serie ha ignorato in modo aggressivo in passato?
Lo stesso giorno, Microsoft annuncia un accordo decennale per portare tutti i suoi giochi per PC sul servizio di streaming GeForce Now di Nvidia, inclusi i titoli Activision Blizzard. Questa è una risposta diretta alle preoccupazioni della CMA del Regno Unito in merito al “cloud gaming”poiché Nvidia è un importante rivale nel servizio. Con l’accordo, Nvidia abbandona le sue preoccupazioni sull’acquisizione.
27 aprile 2023: La CMA ha bloccato l’acquisizione. L’Antitrust inglese afferma che il gigante tecnologico non è riuscito a soddisfare le preoccupazioni che i giochi sarebbero diventati un’esclusiva del suo servizio “cloud”.

28 aprile 2023: Microsoft annuncia che farà ricorso e Smith afferma che, dopo la Brexit, «l’Unione Europea è un posto più attrattivo per avviare un’impresa rispetto al Regno Unito».

La Commissione europea nel frattempo ha approvato la proposta di acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft condizionando il via libera al rispetto degli impegni offerti da Microsoft, che affrontano pienamente i problemi di concorrenza sollevati dalla transazione. All’appello manca ancora il pronunciamento degli Stati Uniti. E, parafrasando Edoardo De Filippo, devono passare ancora molte “nuttate” prima che “l’acquisizione del secolo” vada definitivamente in porto. Anzi, in porta.

di: Giulia GUIDI