In tutto il mondo, secondo l’ultimo rapporto Unicef, la crisi idrica mette a rischio la vita di 190 milioni di bambini
Le cronache sull’emergenza idrica sono ormai all’ordine del giorno. Già da tempo, il problema ha assunto delle dimensioni globali e, come evidenza l’ultimo impietoso rapporto dell’Unicef sull’acqua, sta mettendo fortemente a rischio la vita 190 milioni di bambini in tutto il mondo, in particolare in Africa occidentale e centrale.
Benin, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Costa d’Avorio, Guinea, Mali, Niger, Nigeria e Somalia: sono questi i Paesi più colpiti dalla carenza d’acqua che secondo l’agenzia Onu uccide ogni giorno più di mille bambini sotto i cinque anni, vittime di malattie connesse alle gravi carenze dei servizi idrici e igienici. Di queste vittime innocenti, due bambini su cinque vivono proprio in questi 10 Paesi che rientrano anche nel 25% degli Stati più colpiti da minacce climatiche e ambientali, oltre ad essere preda di instabilità e conflitti armati. Un’ulteriore riprova del fatto che la questione non è “solo” strettamente idrica ma trova proprio nell’uomo la sua principale causa.
L’Unicef ha infatti individuato tre minacce alla salute dei bambini connesse all’acqua: oltre ai servizi igienici e idrici inadeguati, i minori risentono delle malattie correlate alla scarsa idratazione ma anche di tutti i rischi climatici connessi quali “tempeste devastanti, inondazioni e storiche siccità stanno già distruggendo strutture e abitazioni, contaminando le risorse idriche, creando crisi dovute alla fame e diffondendo malattie“, come spiega il direttore dei Programmi dell’Unicef, Sanjay Wijesekera.
L’Unicef ha portato l’allarme all’attenzione della Conferenza Onu 2023 tenutasi a New York dal 22 al 24 marzo. Fra le richieste avanzate ci sono investimenti nel settore idrico e più in generale nella lotta ai cambiamenti climatici, con priorità alle comunità più vulnerabili, e l’attuazione del Quadro di accelerazione globale SDG6 di UN-Water.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/AARON UFUMELI