Soluzioni IC efficienti, innovative e rivoluzionarie per la gestione della potenza e dell’audio

Inventvm Semiconductor è la principale azienda italiana di circuiti integrati fabless, con sede a Pavia. La linea di prodotti copre molteplici tecnologie di alimentazione e audio, tutte accomunate da un obiettivo comune. Di questo ce ne hanno parlato i fondatori dell’azienda, Michele Chiabrera e Francesco Rezzi.

Inventvm Semiconductor si distacca dal metodo multinazionale e si posiziona come riferimento nel settore microchip italiano: com’è nata l’azienda e perché “Inventvm“?

«Il nome “Inventvm” è stato scelto per evidenziare le nostre origini italiane di cui siamo fieri, soprattutto perché esistono poche realtà di semiconduttori a marchio esclusivamente italiano. Il vocabolo vuol dire “ingegnosità” ed è proprio quello che caratterizza il nostro DNA, ovvero ci poniamo l’obiettivo di proporre idee costantemente innovative, mantenendo sempre competenze Made in Italy a differenza delle  multinazionali. Ripercorrendo le tappe principali di Inventvm, l’azienda nasce dalla volontà di metterci in proprio. Nel 2006 lavoravamo entrambi per Marvell, finché dopo 11 anni gli uffici in Europa e in Italia sono stati chiusi. Così, abbiamo deciso di migrare assieme ad altre 25 persone a Silicon Mitus, un’azienda coreana che si occupava di audio nel settore telefonia. Due anni fa, abbiamo deciso di staccarci ed è proprio in quel momento che è nata Inventvm Semiconductor quale somma delle nostre esperienze gestionali negative in ambito multinazionale».

L’azienda si divide in due principali business model: in cosa consistono?

«Il nostro business model si divide in due: inizialmente, siamo partiti da un concetto di progettazione “chiavi in mano”, realizzando il chip dalla A alla Z. Dal punto di vista costruttivo siamo “fabless”, ovvero non abbiamo stabilimenti di produzione: il chip, infatti, viene prodotto fuori dalla nostra struttura per poi tornare in azienda, dove siamo dotati di laboratori attrezzati che hanno l’obiettivo di verificare la qualità del microchip. Passato il test, questo viene accompagnato verso la “mass production”, ovvero lo consegniamo al cliente finale così che possa venderlo su larga scala. Per noi questa prassi è motivo di vanto, perché non esistono in Italia altre società che offrono un servizio così completo. Ma è proprio da qui che prende vita il secondo business: dagli introiti ricavati dalle vendite, investiamo in ricerca e sviluppo dei prodotti a nostro marchio esclusivo. In sintesi, realizziamo chip per terzi e utilizziamo i ricavi per produrre i nostri microchip».

Quali sono le linee di prodotti che rendono unica Inventvm? E come sarà nel futuro? 

«Noi ci focalizziamo su due linee di prodotti: la prima è legata alla capacità tecnologica dei nostri microchip di mettere in vibrazione qualsiasi superficie per poi produrre del suono. Questa caratteristica ha lo scopo di sostituire gli speaker classici, con il vantaggio di essere traduttori sottoli e facilmente applicabili, oltre alla facoltà di avere la medesima resa sonora ma con un consumo ridotto: infatti, il nostro prodotto consuma cinque volte meno rispetto ad uno speaker tradizionale. Secondariamente stiamo cercando di applicare il metodo di ricarica delle batterie al litio al campo delle batterie dei veicoli elettrici con l’obiettivo di aumentarne la longevità. Nel futuro espanderemo il nostro modello di business, oltre ad aumentare il nostro organico, passando dalle 45 alle 60 unità entro il 2023. Team che non sarà strettamente ingegneristico ma anche legato a mansioni accessorie».

Attualmente l’azienda si sta occupando dell’internazionalizzazione del merchandising, stringendo partnership con diverse aziende, rendendo Inventvm un prodotto sì italiano ma internazionale.